BARCELLONA P.G.

Ancora mistero sulla morte di Giuseppe Marzullo

Gli inquirenti privilegiano la tesi del suicidio avvalorata dalle immagini di una telecamera di sorveglianza che lo riprende da solo pochi minuti prima della sua morte. Ma sono tanti i dubbi. Oggi affidato l'incarico per l'autopsia.

Barcellona, «suicidio» eccellente

Sono ore decisive queste per risolvere il giallo di Pozzo Perla dove martedì notte è stato trovato morto nella sua auto il commercialista , Giuseppe Marzullo, 72 anni già presidente del consiglio comunale di Barcellona e attualmente presidente dei revisori di bilancio di Tirrenoambiente. Il cadavere è stato trovato dai VVF avvertiti da una telefonata di un abitante del posto che aveva notato fiamme e fumo fuoriuscire dall'auto. L'uomo era seduto al posto di guida con la cintura di sicurezza ancora allacciata. Accanto al corpo una tanica ormai vuota. La benzina era stata svuotata interamente nell'abitacolo della BMW e poi era stato appiccato il fuoco. Le fiamme hanno provocato delle ustioni sul corpo del commercialista che però, secondo una prima ipotesi, sarebbe morto per asfissia. I finestrini infatti erano tutti accuratamente chiusi e l'ossigeno si è presto esaurito provocando la fine del 72enne. La conferma si potrà avere dall'autopsia che sarà eseguita dal medico legale Giulio Cardia al quale il procuratore capo di Barcellona Emanuele Crescenti ed il sostituto Alessandro Liprino, hanno conferito l'incarico. Al momento la tesi del suicidio è quella privilegiata dagli inquirenti e dai Carabinieri. Una conferma arriva in queste ore dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza di una stazione di servizio di Barcellona dove Marzullo, pochi minuti prima della sua morte, ha riempito la tanica di liquido infiammabile. Era da solo e l'auto si è diretta verso contrada Case Alesci dove poi la BMW è stata trovata in fiamme. Rimangono però tanti dubbi. Quelli dei familiari ed in particolare della moglie secondo i quali Marzullo aveva una situazione economica serena, non aveva problemi di salute o di lavoro, non soffriva di attacchi depressivi e non aveva dato alcun segnale di malessere. Quindi nessun motivo per togliersi la vita. Anche il giorno della sua morte era apparso tranquillo. Possibile che quella sera qualcuno sia salito sulla sua auto ed abbia compiuto il gesto? Difficile un'ipotesi del genere specie dopo aver visionato le immagini delle telecamere del distributore di benzina ma tutto è possibile. Per fugare ogni dubbio la Procura nominerà degli esperti che eseguiranno accertamenti sulla BMW alla ricerca di tracce utili alle indagini.

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