Messina

Impianto di Pace e differenziata per svoltare

Per Messinambiente sono le uniche strade per evitare altre emergenze rifiuti. Il cantiere per la “discarica” al via forse già alla fine dell’estate: previsto un risparmio di 7 mln l’anno

Impianto di Pace e differenziata per svoltare

Lo scempio sotto gli occhi di tutti, in troppe strade della città, rende necessari due tipi di analisi: come si è arrivati a questo e cosa fare perché non si ripeta. Prima l’attualità: il ritorno alla piena normalità in tutto il territorio cittadino è previsto per venerdì, mentre si entrerà a regime oggi nelle zone centrali. Solo lunedì Messinambiente ha potuto aggiungere un turno pomeridiano per recuperare. Al lavoro anche gli addetti allo spazzamento, e che invece a Messina sono costretto a recuperare i sacchetti di spazzatura a lato dei cassonetti. O anche laddove i cassonetti non ci sono, ma i sacchetti sì.

Tornando alle cause, la gran parte sono state già snocciolate in questi giorni: lo stop improvviso alla discarica, il 7 giugno scorso, non è certo imputabile al Comune, discorso diverso invece va fatto per i guasti ai mezzi. C’entra – relativamente – che molti di questi mezzi non siano esattamente nuovi: alcuni risalgono alla fine degli anni ‘90. «Ma che siano nuovi o vecchi – ci spiega il direttore tecnico di Messinambiente Roberto Lisi –, senza manutenzione si guastano». E qui veniamo all’origine di tutti i guai: il ritardo “monstre” nell’approvazione del bilancio del Comune. Il perché è presto detto. Da inizio anno, Messinambiente ha accumulato un credito col Comune di quasi 10 milioni di euro. «Dei 45 milioni della Tari, ancora non abbiamo visto nulla», dicono da Messinambiente. E per mesi non hanno visto un euro nemmeno in officina e quindi i fornitori, chi dovrebbe vendere i ricambi alla società, in queste condizioni, ha smesso di far credito. Da qui lo stop pressoché simultaneo al 50% circa del parco mezzi di Messinambiente. Adesso, col recupero di alcuni veicoli, si è “sotto” del 30%. Ma incombe la chiusura mensile della discarica, domenica. «È fondamentale tornare a regime prima», ammonisce Lisi.

Detto di ciò che è stato, come fare per evitare altre emergenze? Intanto servirà dare continuità. Entro il 30 giugno sarà impossibile trasferire il “pacchetto” rifiuti all’Amam. Due le strade: la firma di un contratto di servizio tra Comune e Messinambiente a partire dal 1. luglio; l’indizione di un bando di gara, con la proroga, nelle more, a Messinambiente. Conditio sine qua non, l’approvazione da parte del consiglio comunale del Piano Aro (domani seduta di commissione alle 15). Ma in prospettiva sono solo due gli elementi che possono rappresentare la svolta: la raccolta differenziata e l’impianto di Pace, rimesso in carreggiata dal Tar. «Una differenziata al 40% – ipotizza Lisi – si tradurrebbe nel 10% in meno di Tari in bolletta». E in meno costi in genere. La discarica-impianto di biostabilizzazione di Pace, invece, «potrà renderci finalmente indipendenti e farci risparmiare 7 milioni l’anno. Con il porta a porta avviato e il cantiere di Pace che a questo punto potrà aprire già a fine estate ed essere pronto in 18 mesi, finalmente si potrà fare il salto di qualità».

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