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Messina, il giorno
di Valerio Bertotto

Oggi la presentazione del nuovo allenatore. Nel suo staff il vice Bazeu e i preparatori Grendene (portieri) e Benassi (parte atletica)

Messina, il giorno  di Valerio Bertotto

Arriverà stamani, Valerio Bertotto, e il suo primo giorno in giallorosso sarà un turbinio di emozioni. Carico come alla vigilia della sua prima e unica Champions ai tempi in cui guidava la difesa dell’Udinese, il tecnico torinese sarà presentato in tarda mattinata al “PalAntonello” e lì potrà esternare tutto il suo orgoglio di guidare il Messina in quella che è la sua prima grande occasione nelle vesti di allenatore. D’altronde, è il curriculum a confermare che questo giovane ma preparato tecnico fin qui ha fatto un po’ di praticantato a Coverciano nel triennio in cui ha guidato con buoni risultati l’Under 20 di Lega Pro in cui ha valorizzato diversi giovani prima di salvare, in sole quattro settimane con un lavoro mordi e fuggi, la Pistoiese dal rischio della D. Insomma, Messina è la sua prima rampa di lancio e la lunga trattativa ha confermato che con i dubbi di accettare un progetto in cui non mancano lacune anche di carattere strutturale c’era anche la grande voglia di misurarsi in una grande piazza e su una panchina prestigiosa qual è quella dell’Acr.

E allora Bertotto ha messo da parte dubbi e paure ed è salito sul treno giallorosso. Già oggi appurerà la voglia della piazza di puntare in alto pur se le disponibilità della proprietà non consentono di viaggiare troppo con la fantasia. L’obiettivo sarà ripetere le geste del recente Messina e piazzarsi in zona playoff laddove sogna, con l’ottimismo del vero tifoso, il presidente Stracuzzi secondo il quale i giallorossi dovranno puntare a un piazzamento che va dal quarto al sesto posto. Si vedrà.

Intanto Bertotto esternerà le proprie emozioni, presenterà il suo staff (ufficializzato ieri: il vice è Claudio Bazeu con esperienze nelle giovanili dell’Udinese, il preparatore dei portieri Daniele Grendene – con Bertotto nell’U20 di Lega Pro e a Pistoia – e il collaboratore che curerà la parte atletica Francesco Benassi con un trascorso a Carpi, Grosseto, Empoli e Alessandri) e confermerà che il suo sarà un Messina giovane ma spavaldo, pronto a giocarsela anche con l’avversario più forte.

Messina d’attacco, disciplinato e mentalmente sempre positivo. Sa anche essere mental coach, Valerio Bertotto. Ed è una sezione importante del suo modo di insegnare calcio. Tattica, ma non solo. La comunicazione con i giocatori è un aspetto che il tecnico cura nel quotidiano, perché le motivazioni valgono più di uno schema. Nello spogliatoio Bertotto è un fratello maggiore dei giocatori e le esperienze con gli Under 20 di Lega Pro e la Pistoiese confermano le qualità di un “capitano” che a Udine era anche apprezzato all’interno dello spogliatoio per le capacità di caricare la squadra soprattutto nei momenti più difficili. L’ha fatto, d’altronde, di recente a Pistoia e mai scelta fu così azzeccata da parte della dirigenza “orange” che in piena difficoltà, a un mese dalla fine del campionato, con i tifosi molto preoccupati e l’ombra della serie D a scoraggiare la squadra, ha mandato a casa Alvini affidandosi proprio all’entusiasmo di Bertotto. Che per prima cosa ha portato coraggio nello spogliatoio dei toscani. Il “miracolo” c’è stato: dal rischio concreto dei playout a una salvezza che porta la sua firma. Quattro partite, tre vittorie e la festa finale con la vittoria sul Pisa, già certo del secondo posto e poi promosso – dopo i playoff – tra i cadetti.

Bertotto a Pistoia non ha fatto stravolgimenti di natura tattica. Ha rincuorato il gruppo e lo ha condotto sapientemente sulle rive della salvezza con senso pratico e senza intuizioni da fenomeno. Il rotondo successo ad Arezzo all’esordio (3-0, doppietta dell’esperto Corrado Colombo), la vittoria per 2-1 sul Teramo (due gol in avvio in soli 12’, squadra carica come non lo era mai stata), sbandata a Savona (0-1) prima di chiudere in bellezza al “Melani” con l’1-0 al Pisa di Gattuso firmato da Vassallo, esterno alto mancino di un modulo, il 4-3-3, che il tecnico piemontese dovrebbe confermare anche in riva allo Stretto.

Motivazioni e alta considerazione delle proprie qualità sono elementi imprescindibili nelle squadre di Bertotto. La vittoria si costruisce prima nella testa dei singoli e poi sul campo. E negli allenamenti, supportati anche da moderne attrezzature tecnologiche, la spinta motivazionale del tecnico entrerà spesso nella psiche dei giocatori.

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