Messina

Rapina una macelleria,
poi un market

Rapina una macelleria, poi un market. Fa un bottino magro in piazza del Popolo e allora assalta il Mersì di Boccetta

Rapina una macelleria,  poi un market

Ancora due rapine in pieno giorno, in luoghi centrali come piazza del Popolo all’inizio della via Santa Marta, e la via Ibica, a poche decine di metri dal viale Boccetta. Ancora due assalti a mano armata che colpiscono per la loro spregiudicatezza e per una certa “improvvisazione”: caratteristiche che nulla tolgono – anzi molto aggiungono – al pericolo ed all’allarme sociale che si determina in città.

Ad essere presi di mira in rapida successione, tra le 12 e le 12 e 20 del mattino, dapprima la macelleria Vitale che si trova in piazza Del Popolo, all’incrocio con la via Santa Marta, e subito dopo il supermercato Mersì nella traversa del viale Boccetta. È molto probabile, secondo gli investigatori (i carabinieri indagano sul primo colpo, la polizia sul secondo) che ad agire sia stata la stessa persona: un bandito travisato con passamontagna ed armato di pistola. L’uomo, non soddisfatto del primo bottino in piazza del Popolo, una quindicina di euro, avrebbe puntato sulla zona di Boccetta e sferrato il secondo “assalto” al supermercato Mersì. Dove il suo “bis” sarebbe risultato ben più fruttuoso. Ma facciamo un passo indietro.

È mezzogiorno ed un rapinatore, pistola in pugno, passamontagna sul volto, irrompe nella macelleria Vitale, all’incrocio tra la sempre affollata piazza del Popolo (compresi i venditori dell’usato prima di stanza in via Catania) e la trafficata via Santa Marta. Il bandito punta l’arma contro il titolare e si fa consegnare addirittura l’intero registratore di cassa: probabilmente pensa che contenga l’incasso di una o più giornate oppure non vuole perder secondi preziosi a frugare tra i cassetti. Preso sotto braccio quel bottino ingombrante, fugge di corsa dalla macelleria e forse monta su uno scooter o un’auto parcheggiata nelle vicinanze, magari atteso da un complice: si dilegua prima che arrivino i carabinieri. I militari della stazione Arcivescovado avviano un’indagine serrata, ascoltano diverse persone e chiedono aiuto alle telecamere della zona: la piazza dei portici e la via Santa Marta, le traverse.

M non si fa in tempo a focalizzare i particolari, che ecco materializzarsi il secondo assalto armato. Mentre i carabinieri ricercano l’autore del colpo delle 12, adesso è la centrale della polizia, poco dopo le 12.20, a ricevere la telefonata: un rapinatore, pistola in pugno e passamontagna sul volto, ha appena rapinato il “Mersì” di via Ibica, nel cuore di Boccetta. Da piazza Del Popolo, in motorino, si può arrivare lì in cinque minuti: l’ipotesi è che dovrebbe trattarsi dello stesso bandito della macelleria, a caccia di un bottino più consistente. È entrato nel market nell’ora di punta, ha costretto i cassieri a dargli il denaro e s’è allontanato di corsa: forse atteso da un complice.

Sul posto arrivano le volanti della polizia, scatta una nuova indagine che probabilmente si integrerà con la prima. Nuovi filmati vengono raccolti grazie alle telecamere: a Boccetta sono molte di più, potrebbero forse rivelarsi preziose per ricostruire la verità. Per identificare l’autore delle due rapine compiute nell’arco di 20 minuti, in due aree centrali, nell’ora di punta di una bella mattina di giugno.

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