Messina

La Regione “affossa”
il porto di Tremestieri

Risolta l’incredibile telenovela dei finanziamenti, si rischiano l’impantanamento e lo scontro istituzionale. Richiesti validazione e riesame. Palazzo Zanca non ci sta: vale la legge vigente al tempo del bando!

La Regione “affossa”  il porto di Tremestieri

Ma perché il nuovo porto di Tremestieri sta morendo nella culla? La dirigenza regionale, verosimilmente in buona fede ma in modo opinabile, prescrive nuovi iter burocratici in grado di far slittare la grande opera di protezione civile, aggiudicata definitivamente, invano, da 3 anni. Da Palermo servono chiarimenti convincenti: in termini di legge. Il Comune di Messina, che bandì l’appalto nel 2010 e lo aggiudicò nel 2013, aveva appena ottenuto la conferma di tutti i co-finanziamenti statali e regionali, per un totale di 72 milioni. Ma ecco che, a metà del 2016, “abbiamo scherzato”. Ora, a quanto pare, s’impone un nuovo purgatorio burocratico. I fatti.

Il dipartimento Infrastrutture della Regione ha reso noto in questi giorni al responsabile del procedimento, l’ingegnere Francesco Di Sarcina, che il progetto definitivo della società Coedmar, vincitrice nel 2013 dell’appalto integrato ma ancora non firmataria del contratto, deve essere sottoposto a validazione con apposita gara rivolta a soggetti esterni e successivamente all’esame della Commissione regionale Lavori pubblici. Tutto ciò in base alle normative entrate in vigore dopo le legge (163 del 2006) e il decreto presidenziale attuativo (554 del 1999) vigenti al momento in cui la gara fu bandita.

La Regione Siciliana, invero, aveva già manifestato all’inizio questa valutazione. Poi, in un vertice a Roma, il dirigente alle Infrastrutture si sarebbe trovato d’accordo con il rup e con il Comune che da oltre un anno sostengono come vada applicata la legge vigente al momento del bando. «Il dirigente Bellomo – testimoniano l’ing. Di Sarcina e l’assessore comunale Sergio De Cola – aveva convenuto con noi». Poi, legittimamente, avrebbe cambiato idea.

Sintetizzando al massimo le posizioni, le Istituzioni di Messina ritengono, giurisprudenza alla mano, che nella fase finale dell’iter riguardante un progetto vincitore di gara nel 2010 (provvisto di Valutazione d’impatto ambientale del Ministero dell’Ambiente, di parere favorevole del Consiglio superiore lavori pubblici e di tutti i pareri favorevoli ottenuti a Messina in Conferenza dei servizi) manchi ormai solo, per la trasformazione in progetto esecutivo e l’apertura dei cantieri, l’approvazione sintetica finale del dipartimento Infrastrutture della Regione. Così come prevede l’Accordo di programma quadro Stato-Regione su Tremestieri. Nessun nuovo riesame tecnico, insomma, in Commissione regionale lavori pubblici La materia del contendere, in fondo, è la stessa che ad aprile bloccò il bando da 27 milioni per la nuova via Don Blasco, l’altra grande opera ora ri-bloccatasi per l’assurdità di una firma mancante. Ma la differenza è netta. Il bando per la nuova “Don Blasco” non era stato pubblicato, lo sarebbe stato 48 ore dopo l’entrata in vigore del nuovo Codice Appalti: doveroso, quindi, rifare il bando in base alla nuova legge. Nel caso di specie invece – scrive il Comune, il 28 aprile 2015, nella lettera di cui riportiamo a fianco le conclusioni – «l’Amministrazione, avvalendosi dell’esame tecnico operato dalla Commissione di gara, appositamente costituita da esperti di livello nazionale nelle materie trattate dal progetto, e sentito il responsabile del procedimento per quanto attiene agli aspetti di validazione ex Dpr 554, ha facoltà di approvare il progetto previa acquisizione di ulteriori pareri tecnici da ottenere in sede di conferenza dei servizi, come peraltro specificato nel disciplinare di gara».

E ora? L’intenzione di Di Sarcina e De Cola è di inviare gli elaborati e i pareri a Palermo per l’approvazione finale, secondo l’Apq. Dinnanzi ad un nuovo diniego, l’iter finale del porto di Tremestieri potrebbe finire in Tribunale amministrativo.

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