MESSINA

Casa di Vincenzo, riconsegna vicina

Sbloccata la questione bilancio finalmente la determina relativa all’affidamento già domani passerà in ragioneria generale.

magazzini generali

Dopo sette mesi di ospitalità a Collereale dove è stato garantito a circa 28 ospiti senza fissa dimora di dormire su un letto asciutto e di sorseggiare un caffè caldo al mattino, è arrivato il momento, almeno così assicurano dal Comune, di ritornare nella casa di Vincenzo. La chiave di volta è stata l’approvazione del bilancio comunale che ha intanto sbloccato una parte di fondi che serviranno a riaffidare il servizio, solo per un mese, all’associazione S. Maria della Strada. Ricordiamo che nel novembre scorso la casa di Vincenzo fu chiusa dalle strutture comunali per problemi igienico-sanitari. I clochard, infatti, a causa della loro vita per strada, avevano portato all’interno dello stabile, nei pressi della stazione, pulci e zecche che non è stato facile debellare. E’ stato necessario gettare tutti gli arredi che erano all’interno, separare l’ala destinata ai senzatetto da quella dei vecchi magazzini ed eseguire ben cinque disinfestazioni. Solo allora si è potuto procedere con la sistemazione degli infissi, la pitturazione dei locali, l’adeguamento dell’impianto elettrico e la posa di una nuova pavimentazione in ceramica lavabile. L’ultimo step, quello appunto dell’affidamento, è stato possibile solo ora. Al momento solo per un mese, in attesa di una gara vera e propria, dopo l’approvazione del consuntivo 2015, per affidare la casa di Vincenzo per uno o più anni. I circa 28 clochard, tra cui solo 4 le donne, dunque potranno presto ritornare nei pressi della stazione marittima. Il tempo di sistemare pochi arredi, essenziali per evitare che possano riverificarsi nuovi problemi di natura igienico sanitaria. Le brandine, donate dalla protezione civile, usate in questi mesi a Collereale saranno portate nel rifugio di via Alessio Valore insieme con qualche sedia e qualche appendiabiti. Sarà un ritorno gradito per i senza fissa dimora soliti vivere nella zona della stazione, con loro un esercito di volontari che anche in questi mesi si sono dati da fare per non far mancare assistenza e, perché no, una pacca sulla spalla a chi nella vita ha avuto veramente poco.

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