Messina

Scatta a luglio la riforma
del personale comunale

Si parte con l’aumento da 24 a 27 ore settimanali per gli stabilizzati, a 24 e 21 ore per le categorie C e D. I vigili urbani a 32 ore. Entro il 2018 tutti i precari passeranno a tempo indeterminato: le tappe

Palazzo Zanca, questa è davvero l’ultima spiaggia

È la prima delle dieci mosse con cui il tandem Le Donne-Eller intende riorganizzare da cima a fondo la struttura amministrativa di Palazzo Zanca. Ed è quella che da subito mostrerà i suoi effetti, andando a incidere direttamente sulle tasche dei dipendenti precari. Il piano di ricontrattualizzazione del personale stabilizzato e di quello “stabilizzando” partirà il 1. luglio e prevede una serie di tappe cadenzate fino al 2018. Obiettivo complessivo: la stabilizzazione di duecento precari “storici” del Comune. È tutto messo nero su bianco, in una nota inviata il 3 giugno scorso ai dirigenti alle Risorse umane e ai Servizi finanziari, con in calce tre firme: quelle del segretario generale-direttore generale Antonio Le Donne, dell’assessore al Personale Luca Eller e del sindaco Renato Accorinti.

La prima tappa di questo percorso di ricontrattualizzazione è fissata per il 1. luglio quando: i dipendenti di categoria A e B stabilizzati il 31 dicembre scorso vedranno aumentato l’orario settimanale da 16 a 21 ore; i dipendenti di categoria C, profilo agente di polizia municipale, avranno un monte di 32 ore settimanali: i dipendenti delle categorie C e D, con profili e contratti vari, avranno 3 ore in più rispetto all’orario attuale.

Una contrattualizzazione, viene specificato, che verrà rivista «in aumento», in parallelo col verificarsi di alcune condizioni. Il personale di categoria A e B già stabilizzato passerà a 27 ore settimanali «dal primo giorno del primo mese successivo all’approvazione del bilancio di previsione 2017». Il personale di categoria C e D, invece, che sarà stabilizzato a 11 ore entro il 31 dicembre di quest’anno, dovrà essere anch’esso ricontrattualizzato a 27 ore dal primo giorno del primo mese successivo all’approvazione del bilancio di previsione 2017. Infine i dipendenti categoria C e D, la cui stabilizzazione avverrà entro il 31 dicembre 2018, otterrà le 27 ore dal primo giorno del primo mese successivo all’approvazione del bilancio di previsione 2019. In tutti e tre i casi, se non dovessero esserci i tempi tecnici per l’immediato aumento delle ore lavorative, la decorrenza verrebbe differita al secondo mese successivo.

Come per l’intero “pacchetto” delle dieci mosse, anche e soprattutto per la ricontrattualizzazione del personale la Giunta ha stabilito di avviare un percorso di confronto, a partire dalle organizzazioni sindacali, ma anche «con tutti coloro che possono dare un contributo al miglioramento delle proposte medesime», e quindi consiglieri comunali, consiglieri di circoscrizione, organismi del Comune, rappresentanti degli utenti, esponenti del mondo associativo, ecc.

Secondo Antonio Le Donne questa “prima mossa” è già determinante: «In termini di ore lavorative, è come se il Comune guadagnasse 40 dipendenti a tempo pieno in più. Nel momento in cui il piano delle assunzioni è bloccato per via degli intoppi regionali, diventa linfa vitale per i nostri uffici». Una mossa resa possibile da quella che lo stesso Le Donne definisce strategia dei “vasi comunicanti”. I “vasi” in questione sarebbero il fondo per i dipendenti a tempo indeterminato e quello per i dipendenti a tempo determinato. «La prima stabilizzazione avvenuta il 31 dicembre scorso – spiega – ha consentito di liberare le risorse necessarie per aumentare le ore a chi è ancora precario, mentre per chi è già stabilizzato viene utilizzata la quota dei pensionati». I pensionati liberano risorse per gli stabilizzati, gli stabilizzati liberano risorse per gli stabilizzandi. Ecco i “vasi comunicanti” che consentiranno di mantenere un numero di ore lavorative adeguato alle esigenze degli uffici e, al tempo stesso, utili a non rendere più leggere le buste paga dei dipendenti.

I riflettori a questo punto sono fissati sulla prossima mossa, il secondo dei “dieci comandamenti” targati Le Donne-Eller: il sistema di controlli interni. Sono stati già creati sei gruppi di lavoro per i controlli previsti dalla legge, che consentiranno all’Amministrazione di monitorare tutto l’ente da qui a fine mandato. La delega ai controlli interni? Manco a dirlo, è dell’assessore Eller Vainicher.

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