Messina

“Matassa”, un’inchiesta destinata ad allargarsi

L’indagine sulla corruzione elettorale e gli scambi tra mafia e politica. La Dda ha depositato nuovi atti davanti ai giudici del Riesame, con fatti precedenti e nuove intercettazioni

“Matassa”, un’inchiesta destinata ad allargarsi

Tornare indietro. Per “scavare” nel recente passato elettorale fatto di inevitabili “compravendite” a due passi dal seggio e dal voto.

L’inchiesta denominata “Matassa” con cui la Dda e la Squadra mobile hanno individuato il reato di corruzione elettorale nel corso di più consultazioni a cavallo tra il 2012 e il 2013, è destinata probabilmente ad allargarsi.

Perché? Un elemento di conoscenza deriva per esempio dalle carte che i sostituti della Dda Liliana Todaro e Maria Pellegrino hanno depositato davanti ai giudici del Riesame che in questi giorni stanno decidendo sulle esigenze cautelari dei vari indagati, e che tra l’altro hanno già totalmente annullato l’ordinanza a carico dell’ex consigliere comunale Pippo Capurro e affievolito quella a carico del consigliere comunale Paolo David, facendolo passare dal carcere ai domiciliari.

Ci sono infatti adesso tra le carte del Riesame una serie di atti, ma parecchio “omissati” dai magistrati della Dda, ovvero con parti ancora totalmente secretate, che riguardano operazioni antimafia precedenti in cui l’argomento di captazioni ambientali e telefoniche in abitazioni e negozi, ma anche all’interno del carcere di Gazzi, sono le elezioni. Ovvero i voti, il do ut des prima di entrare in cabina.

Tra i pochi passaggi “visibili” di questi atti c’è per esempio una contestazione legata all’art. 416 ter, ovvero lo “scambio elettorale politico-mafioso”, in cui sarebbero coinvolti una serie di personaggi ancora una volta ritenuti vicini al clan di Camaro, e anche alcuni candidati.

Ma è ancora presto per capire dove si spingerà questa nuova fase dell’indagine, legata a periodi molto più recenti (ci sono intercettazioni che risalgono per esempio al luglio 2014), visti tutti quegli “omissis” tra le nuove carte depositate dalla Dda peloritana.

Cosa c’è in quegli omissis? Quali altri accordi, buste della spesa, pressioni dei boss mafiosi per far votare gli “amici”, sono descritti nero su bianco? Interrogativi ancora irrisolti.

Ecco per esempio un passaggio abbastanza “visibile” contenuto in quegli atti: «Sul conto di ... si riferisce che nell’ambito dell’indagine ... è stata segnalato a codesta A.G. perché ritenuto responsabile, al pari di ..., ..., ..., del reato p. e p. dall’art. 416 ter per avere ... promesso al ... e al ... dei voti, in cambio di beni».

Questa volta si tratta di una informativa dei carabinieri del Nucleo investigativo che i sostituti della Dda Pellegrino e Todaro hanno depositato nei giorni scorsi agli atti del Riesame. Evidentemente per corroborare il quadro complessivo indiziario dell’operazione Matassa. E sono centinaia le pagine “nuove”.

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