Messina

Consorzio autostrade,
56 indagati per gli incentivi

Svolta nell’inchiesta della Procura di Messina sul pagamento dei bonus fino al settembre del 2013. La Procura ipotizza i reati di truffa e falso. Nuova serie di interrogatori degli investigatori della Dia

Consorzio autostrade,  56 indagati per gli incentivi

La Procura ipotizza i reati di truffa e falso, nella fattispecie del pubblico ufficiale in atti pubblici. E gli indagati sono in tutto ben cinquantasei. Ci sarebbe un “buco” di milioni di euro dalle casse dell’ente.

È la nuova “bufera” che si abbatte sul Cas, il Consorzio autostrade siciliane, visto che l’inchiesta sugli incentivi ai dipendenti sembra giunta a un punto di svolta, anche con una serie recentissima di interrogatori. È la terza tranche dell’inchiesta denominata “Tekno”, che nel marzo del 2015 quando si ebbe il primo troncone sfociò in una serie di arresti tra funzionari e dipendenti.

Da mesi gli investigatori della sezione operativa della Dia di Messina e il sostituto procuratore Stefania La Rosa stanno lavorando tra le carte e le decine di posizioni da controllare, dopo la prima proroga delle indagini che risale all’ottobre scorso.

A quella data risultavano iscritti nel registro degli indagati ben 56 dipendenti tra impiegati e funzionari, nei confronti dei quali la Procura ipotizza appunto i reati di truffa, con la specificazione tecnica della cosiddetta “rilevante entità”, e il falso del pubblico ufficiale in atto pubblico.

I 56 indagati

Ecco i loro nomi: Giovanni Arnao, Baldasarre Arrigo, Agostino Bernava, Francesca Bongiorno, Amedeo Branca, Orazia Campanino, Antonino Cannatella, Anna Maria Carbone, Lucia Cicero, Carmelo Cigno, Baldassarre Ciraolo, Costantino Crisafulli, Paolo Currò, Santo D’Amico, Antonino D’Arrigo, Santa De Domenico, Amedeo Finocchiaro, Letterio Frisone, Giancarlo Galletta, Giovanni Giaimo, Francesco Gardina, Giacomo Giordano, Carmelo Indaimo, Vincenzo Irrera, Antonino La Corte, Nicola Giovanni Lania, Antonio Lanteri, Giuseppe Lanzafame, Antonino Liddino, Maria Lo Nostro, Mario Lo Turco, Ernesto Maddocco, Stefano Magnisi, Corrado Magro, Antonino Mamazza, Serafina Martorana, Clorinda Mifa, Alberto Offerente, Domenico Perone, Carmelo Pintaudi, Giuseppe Potenzione, Angelo Puccia, Paolo Rinauro, Francesco Rizzo, Francesco Santonoceto, Gaspare Sceusa, Alfonso Schepisi, Filadelfio Scorza, Francesco Antonino Spitaleri, Antonino Pietro Urso, Giovanni Uscenti, Barbara Vinci, Walter Zampogna, Letterio Zanghì e Paolo Salvatore Zumbino.

L’inchiesta

Al centro delle verifiche avviate da oltre un anno, per una serie di incentivi che vennero assegnati dai precedenti vertici del Consorzio, e temporalmente si spingono fino al settembre del 2013, ci sono una serie di elargizioni ai dipendenti.

Si tratta dei cosiddetti incentivi progettuali relativi ai lavori da realizzare, stabiliti dai piani triennali approvati dal Cas, e assegnati in base alle varie figure professionali previste: il Rup, ovvero il responsabile unico del procedimento, il progettista, il direttore dei lavori, il responsabile della sicurezza, e i vari collaboratori del progetto.

Secondo quanto sarebbe emerso alcuni dirigenti del Cas, almeno fino al settembre del 2013, ricoprendo il ruolo di Rup, avrebbero strutturato un collaudato sistema di elargizione di incentivi progettuali a una ristretta cerchia di dipendenti per garantirsi, nel tempo sia guadagni che utilità.

Agli atti dell’inchiesta ci sarebbero già una serie di captazioni ambientali e telefoniche che proverebbero una vera e propria macchinazione ai danni dell’ente regionale, con il percepimento degli incentivi progettuali a una ristretta cerchia di dipendenti, prescindendo spesso dall’effettivo contributo apportato nell’ambito del cosiddetto gruppo di lavoro.

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La vicenda

A marzo del 2015 i sequestri di atti

La Procura continua a tenere i fari accesi sul Cas, e adesso nel terzo troncone dell’operazione “Tekno” risultano indagate 56 persone per truffa e falso in relazione al percepimento dei premi-produzione, in un arco di tempo che si spinge fino al settembre del 2013.

Nel marzo del 2015 gli investigatori della Sezione operativa della Dia, coordinati dal Centro operativo di Catania, notificarono agli uffici del Cas di contrada Scoppo un ordine di esibizione emesso dalla Procura per acquisire, in copia conforme all’originale, tutta la documentazione relativa ai decreti di liquidazione di incentivi progettuali a favore di dipendenti del Consorzio.

Il provvedimento fu firmato dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita e dai sostituti Stefania La Rosa e Fabrizio Monaco. La prima tranche dell’operazione “Tekno”, sfociò a novembre del 2014 in un’ordinanza di custodia cautelare a carico di 10 indagati, tra imprenditori e funzionari del Cas, per turbativa d’asta, induzione indebita a dare o promettere utilità, istigazione alla corruzione e corruzione.

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