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"Senza tregua", via agli interrogatori

Iniziati oggi gli interrogatori dell'operazione Senza Tregua che ieri ha portato all'arresto di 23 persone ritenute affiliate al clan di Tortorici. Parecchi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

Colpo al cuore dei Bontempo Scavo: i 23 arrestati

Particolarmente atteso l'interrogatorio di Antonio Foraci il 52enne, oggi capo riconosciuto della mafia tortoriciana dopo essere stato a lungo gregario del clan Bontempo Scavo. Lui, la moglie Calogera Rina Costanzo ed il figlio Cristian, secondo quanto emerso dalle indagini dell'operazione Senza Tregua guidano la famiglia mafiosa nebroidea gestendo estorsioni, traffico di droga e rapine. Il ruolo di  Antonio Foraci emerge da alcune intercettazioni telefoniche in cui si parla di lui come il nuovo boss di Tortorici, la persona a cui bisognava fare riferimento per la gestione di tutte le attività illecite. Il suo nome compare per la prima volta nelle carte giudiziarie nella storica operazione del 9 marzo 1991 nella quale le forze dell'ordine diedero la prima spallata ai clan Bontempo Scavo e Galati Giordano. Operazione nata dalle denunce di coraggiosi commercianti che da poco avevano costituito l'Acio la associazione antiracket che per prima aprì il fronte della denuncia contro i taglieggiatori. Foraci in quel processo fu assolto ma da allora il suo nome divenne ricorrente. Fu indagato nell'operazione Mare Nostrum e nella Romanza due inchieste che smantellarono i clan mafiosi della zona tirrenico-nebroidea risolvendo decine di casi di omicidi e lupara bianca oltre che agguati  ed estorsioni. Foraci rimane sempre nell'ombra. Un personaggio di secondo piano a cui non vengono contestati fatti particolarmente gravi. Nell'inverno scorso l'ultimo arresto ma solo per aver violato la sorveglianza speciale. Non è considerato un pezzo da novanta eppure “U calabrisi”,così chiamato per aver vissuto per un breve periodo in Calabria, scala le gerarchie del crimine. Approfitta delle pesanti condanne inflitte ai boss dei clan Bontempo Scavo e Galati Giordano e dei Batanesi e assume il controllo del clan. Stringe alleanze con la potente 'ndrina dei Nirta-Strangio e con Cosa Nostra catanese. In un'intercettazione Foraci ordina al figlio Cristian di recarsi da un commerciante che rifiuta di pagare il pizzo e dargli un ultimatum. La sera stessa gli bruciano la macchina ed il commerciante si decide a pagare. Foraci impone la sua legge spargendo il terrore, la stessa strategia dei suoi predecessori quelli che sfidarono lo Stato mettendo  una bomba davanti al posto di Polizia di Tortorici o fecero saltare in area il Museo dei Nebrodi di S.Agata Militello il giorno della sua inaugurazione.  Ed oggi rilanciano la guerra alle istituzioni con l'eclatante agguato al presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci,considerato un baluardo di legalità da annientare subito.

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