Messina

Proiettile e lettera minatoria all’avvocato Candido

Lasciati nella cassetta della posta del suo studio di via Ghibellina

Proiettile e lettera minatoria all’avvocato Bonaventura Candido

Un proiettile e una lettera di minacce contenuti in una busta chiusa, indirizzata al noto avvocato messinese Bonaventura Candido. È l’ultima di una lunga serie di azioni intimidatorie su cui le forze dell’ordine stanno puntando l’attenzione. Un grave gesto, finalizzato a incutere paura in chi quotidianamente svolge il proprio lavoro con passione e dedizione. «Vado avanti, non mi piego di fronte a quanto accaduto», tiene a precisare il professionista. Il quale ha già reso ampie dichiarazioni alla Squadra mobile che ha tra le mani un nuovo caso spinoso.

La vicenda affonda le radici mercoledì scorso. Stando a quanto riferito da Candido, non presente quel giorno nel suo studio di via Ghibellina, un suo collaboratore ha preso dalla buca delle lettere una busta di colore giallo, rivolta all’avvocato, e l’ha sistemata sul tavolo della sua stanza. Il destinatario, ieri mattina, intorno alle 9.30, si è subito insospettito, visto che nome, cognome e indirizzo non erano scritti a penna bensì incollati. Ma soprattutto, mettendo la busta in controluce e toccandola, si è reso conto che dentro c’era qualcosa di anomalo. Si trattava, in effetti, del proiettile di una pistola, accompagnato da un foglio di carta, con caratteri prodotti al computer, e poi stampato, in cui si invitava il diretto interessato a fare attenzione altrimenti vi sarebbero state spiacevoli conseguenze sia per lui che per la famiglia. L’avvocato Candido ha allertato immediatamente il numero di pronto intervento della polizia. Le indagini sono state affidate al personale della Squadra mobile, coordinato dal dirigente Giuseppe Anzalone. Si sta cercando di capire i motivi alla base del gesto inquietante, che lo stesso professionista ritiene legato alla sua attività professionista, specialmente «a procedimenti di natura penale». Una chiave di lettura che escluderebbe a priori altre piste. Mentre la polizia è alla ricerca di indizi, come, in primo luogo, l’eventuale presenza di impronte lasciate dal mittente sugli oggetti recapitati, il destinatario afferma a chiare lettere che quanto accaduto non lo intimorisce: «Non mi fermo. La mia vita proseguirà normalmente, non cambierà di una virgola, tanto che ho già deciso di portare avanti tutti gli impegni già presi».

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