Il punto di ristoro
diventa un “caso”

La concessione dei locali all’ex Provincia per nove anni. La commissione di gara ha riaperto i giochi rimodulando l’assegnazione

Il punto di ristoro  diventa un “caso”

Potrebbe diventare un caso l’affidamento in concessione d’uso novennale di alcuni locali e della Loggia dell’arte di Palazzo dei Leoni, destinati alla realizzazione di un “Punto di ristoro e di cultura” all’interno della sede dell’ex Provincia.

La commissione di gara, infatti, ha ritenuto di dovere riaprire la procedura per rimodulare la classificazione dei concorrenti ammessi, escludendo il “Cavallino Caffè” risultato in prima battuta vincente il 21 gennaio. Ciò, si legge nel verbale, «facendo seguito all’accertamento d’ufficio del possesso dei requisiti dichiarati in sede di partecipazione, avendo rilevato incompletezza nella dichiarazione del proprietario..., riferita a quanto riportato per l’art. 38 del Codice degli appalti».

L’inghippo sarebbe stato determinato dalla mancata dichiarazione di condanne pendenti a proprio carico, e pure dall’esibizione dell’estratto del casellario giudiziale al 30 marzo non emergerebbe perché non definitiva, bensì di primo grado. Preliminarmente agli atti di gara era stato acquisito un atto stragiudiziale di diffida a firma dell’avvocato Mirko Ferrara, con cui veniva chiesto l’annullamento in autotutela della riapertura della seduta, e nel contempo di procedere all’affidamento con la predisposizione degli atti consequenziali. Una richiesta alla quale la commissione ha ritenuto di non dovere dare corso.

Lo stesso avvocato ha poi sollecitato che si riportasse a verbale che il proprietario dello storico bar cittadino avesse preso atto solo durante la seduta del motivo della propria esclusione, insistendo sull’aggiudicazione in autotutela e riservandosi la produzione documentale, ed eventuale azioni giudiziarie per la migliore tutela diritti.

Al momento all’Ente non è stato trasmesso alcun ulteriore atto di contestazione, mentre la Commissione presieduta dall’architetto Vincenzo Gitto ha rideterminato i punteggi affidando la gara alla “Saving srl” dell’imprenditore Gianfranco Colosi, che dovrà dunque sviluppare il progetto presentato. Che prevede la sistemazione e l'allestimento di un cortile interno, mentre sul suolo pubblico dei portici, solo parzialmente utilizzabile di giorno per rendere agibili le vie di fuga, verranno sistemati tavoli, teloni e punto ristoro. All’interno il bar vero e proprio.

L’iter proseguirà con la firma del contratto e la consegna dei lavori, ma prima la Commissione attenderà la risposta dell’Anac-Anticorruzione, interrogata dagli uffici dell’Avvocatura dello Stato con una domanda per sapere se anche la “Saving srl”, rappresentata da Colosi - che è indagato nell’ambito di un’inchiesta sulle aste fallimentari in Tribunale dalla Procura di Reggio Calabria -, sia in regola con la normativa sugli affidamenti. In questo senso va considerato che si tratta di una società a responsabilità limitata.

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