Messina

Falchi pecchiaioli in volo nello Stretto uccisi senza pietà dai bracconieri

La denuncia dell’Associazione Mediterranea per la Natura

Falchi pecchiaioli in volo nello Stretto uccisi senza pietà dai bracconieri

«Dopo anni di tregua, le campagne di Castanea sono ancora teatro di uccisione illegale di rapaci in migrazione. Non sono evidentemente bastati ben 33 anni di campi internazionali, interventi massivi delle forze dell’ordine, per decenni, per indurre al silenzio definitivo quelli che erano monti di stragi annunciate, in barba ad ogni norma». La denuncia è di Anna Giordano e Ivano Adami, dell’Associazione Mediterranea per la Natura, i quali ricordano che l’anno prossimo la legge nazionale che ha per la prima volta posto sotto tutela assoluta i rapaci e le cicogne, chiuso la caccia primaverile, compirà 40 anni. «Eppure, nell’anno 2016 c’è chi ha deciso, vigliaccamente, di fermare per sempre il volo dei falchi pecchiaioli che in questi giorni, sfidando vento e pericoli naturali, attraversano lo Stretto di Messina provenendo dall’Africa dove hanno trascorso l’inverno», aggiungono. «Alla incredibile spavalderia di coloro che hanno ucciso questi splendidi migratori, dove da tempo si credeva finalmente chiuso un bruttissimo periodo, si aggiungono diverse osservazioni di rapaci palesemente oggetto di colpi di arma da fuoco, dal chiaro piumaggio danneggiato, o con zampe penzolanti, inermi. Lo Stretto di Messina, teatro di stragi infinite nei primi Anni ‘80 represse con immane fatica e rischi anche per i volontari, è ormai riconosciuto universalmente come la rotta migratoria più importante al mondo per ben 3 specie di rapaci, due delle quali a rischio di estinzione a livello globale: l’albanella pallida e il grillaio. Questa rotta migratoria, negli Anni ‘80 conosciuta solo dai bracconieri, è ora nominata in tutti i testi sui rapaci e rientra tra i 28 siti più importanti e affascinanti per la Royal Society for the Protection of Birds, eppure c’è chi ancora oggi uccide questi splendidi migratori per farne inutile trofeo».

I volontari del campo della Man (Associazione Mediterranea per la Natura) hanno allertato immediatamente i carabinieri e il Corpo forestale regionale, e auspicano che tutte le forze dell’ordine intensifichino i controlli in tutto il territorio provinciale e regionale, reprimendo qualsiasi forma di bracconaggio.

«Non esiste purtroppo solo quello ai rapaci, ma anche verso specie meno affascinanti ma ugualmente protette, oltre che attratte con l’inganno, in periodo di caccia chiusa, come le quaglie, la cui popolazione in Europa sta drasticamente diminuendo – sottolineano Anna Giordano e Ivano Adami –. Il meraviglioso fenomeno della migrazione che si ha la fortuna di poter osservare a Messina, senza spostarsi per migliaia di chilometri, come devono fare moltissimi appassionati di tutto il mondo, ha ripreso ad essere funestato da chi possiede solo violenza e arroganza, a scapito di animali che l’Unione Europea impone di tutelare».

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