Messina

Parere negativo
al Previsionale 2015

L’atto, «non è vero, congruo e attendibile». I perché del “no” dei revisori al bilancio. La nuova versione dovrebbe arrivare in aula (secondo le previsioni) nel giro di una settimana. Altrimenti sarà vera paralisi

Parere negativo  al Previsionale 2015

Non è usuale che un’Amministrazione chieda esplicitamente ai revisori dei conti di redigere un parere negativo al bilancio da essa stessa presentata. Ma di usuale e normale, nell’iter dell’ultimo bilancio di previsione 2015 d’Italia, non c’è nulla. A quella richiesta si è arrivati nell’infuocata commissione bilancio del 26 aprile scorso, quando nonostante una sorta di “cronoprogramma” fissato qualche giorno prima, il presidente dei revisori Dario Zaccone disse chiaro e tondo che «a queste condizioni il nostro parere non potrò che essere negativo». E la risposta del vicesindaco Gaetano Cacciola fu: «Se dobbiamo rifare il bilancio, allora vogliamo un parere negativo».

E così è stato, anche se ci sono voluti undici giorni affinché il collegio dei revisori concludesse il lavoro. Il parere – una relazione di 46 pagine – è stato trasmesso ieri pomeriggio. Ed è, ovviamente, negativo. Un corposo documento, in cui i revisori Zaccone, Zingales e Basile hanno voluto spulciare ogni dettaglio, consci che in una situazione del genere ogni atto può rivelarsi una “trappola”.

Le conclusioni del parere tracciano un quadro severo della quinta versione del bilancio predisposta dall’Amministrazione (che per l’assessore Eller era già approvabile). Le previsioni, secondo i revisori, «non rispettano il principio della veridicità, congruità ed attendibilità», in particolare «per le divergenze di valori rispetto al preconsuntivo consegnato ed ormai consolidato, in considerazione della circostanza che lo stesso previsionale è stato elaborato successivamente alla chiusura dell’esercizio finanziario che si pretende programmare». Inoltre non è prevista «un’adeguata copertura della perdita della società Messinambiente in liquidazione avendo previsto un accantonamento insufficiente rispetto alla normativa». E ancora, non c’è «adeguata copertura degli interessi di mora» e «non risultano correttamente imputate» alcune voci, «alterando gli equilibri di parte corrente e di parte capitale».

I revisori non mancano di sottolineare, nelle osservazioni, che il bilancio è stato approvato definitivamente dalla Giunta il 21 aprile: «La redazione e la trasmissione con tale ritardo costituisce grave criticità poiché trattandosi di documento con finalità, appunto, di programmazione, ma elaborato dopo la chiusura dell’esercizio finanziario oggetto della stessa, perde ogni suo significato potendosi solo “fotografare” un’attività di gestione ormai ampiamente conclusa». Un’inadempienza che «oltreché rendere imbarazzante ogni procedura di valutazione, rende difficile ipotizzare la valutazione di un documento diverso, nei valori, rispetto a quanto risulta contabilmente e amministrativamente ormai congelato al 31 dicembre 2015». E invece, analizzando gli interventi di spesa, «è emerso che in alcuni casi i valori di bilancio 2015 si discostano dai valori di riferimento». I revisori aggiungono: «Sfuggono all’Organo di controllo le ragioni della presentazione di un documento con tali scostamenti». Che corrispondono a quasi 29 milioni di euro. Tra gli altri elementi critici, «l’inadeguata previsione della copertura dei servizi a domanda individuale da parte dell’utenza, pari al valore minimo del 36%». Ma in 46 pagine di elementi ce ne sono tanti. Tutti da correggere, a questo punto, in quella che si spera essere l’ultima versione del bilancio, che in aula dovrebbe arrivare (secondo le previsioni) nel giro di una settimana. Altrimenti sarà vera paralisi.

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