Messina

Camion finisce... in buca sulla Litoranea nord

E' successo ieri pomeriggio a S. Agata. Mentre il conducente manovrava il veicolo, improvvisamente l’asfalto ha ceduto, risucchiando il pneumatico anteriore destro

Camion finisce... in buca sulla Litoranea nord

Vicenda paradossale, ieri pomeriggio, nel villaggio di Sant’Agata. Il camion di una ditta di autoespurgo avrebbe dovuto mettere una toppa ad una “pezza” segnalata da tempo dai residenti della zona e invece, per uno strano scherzo del destino, è rimasto coinvolto in un fuoriprogramma. Mentre il conducente manovrava il veicolo, improvvisamente l’asfalto ha ceduto, risucchiando il pneumatico anteriore destro, tra stupore e qualche risata. Nessuna conseguenza per l’operaio al volante del camion, mentre le famiglie le cui abitazioni si trovano a ridosso della fuoriuscita di liquami fognari vicino a una botola dovranno sopportare chissà ancora per quanto tempo il tanfo che ammorba l’area. I lavori di ieri, infatti, sono stati rinviati a data da destinarsi, generando malumori e mugugni.

Il problema è arcinoto e piuttosto datato. Più volte a Palazzo Zanca è stato chiesto di riparare la perdita: una situazione ancor più inspiegabile se si considera che a pochi passi è in corso il restyling della Litoranea nord. E ieri doveva essere “il grande giorno”. Come spiegato dal presidente dell’Amam Leonardo Termini, l’Azienda meridionale acque Messina si è affidata a una ditta per porre rimedio all’inconveniente. Ma l’asfalto ha tirato un “brutto scherzo” alle maestranze: ha ceduto sotto il peso del veicolo, che è in parte sprofondato. Si è quindi reso necessario l’intervento dei vigili del fuoco, che, giunti sul posto, hanno tirato fuori dalla buca il camion.

Fenomeni come quelli registrati ieri rappresentano una costante sia in centro città che nelle zone periferiche. All’origine dei cedimenti dell’asfalto vi è la lenta ma costante azione di sgretolamento del terrapieno sottostante lo strato bituminoso determinata da copiose perdite di fogna o di acque bianche. Spesso gli squarci alle tubazioni vengono trascurate e le conseguenze si manifestano nel momento in cui transitano automobili o, peggio ancora, mezzi pesanti. L’incidente di Sant’Agata richiama alla mente quanto avvenuto a Bordonaro nel 2012, quando un’autocisterna fu inghiottita da una voragine che si aprì in seguito alla rottura di una condotta.(r.d.)

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