Messina

Nuova ciclabile, ricerca
tardiva di parcheggi

In settimana i tecnici del Comune e del Demanio compiranno un sopralluogo per verificare la fattibilità delle proposte del 6. Quartiere. Inevitabile il caos movida. Le ipotesi: aree tra la piscina e il Blanco, la discesa Guardia e il miniautodromo

Nuova ciclabile, ricerca tardiva di parcheggi

Meglio tardi che mai, ma stavolta il “tardi” somiglia decisamente a un “troppo tardi” per una soluzione.

La posta in gioco, tra le contrade Fortino e Principe, è l’urgenza di dotare questo tratto di Litoranea lungo 1 km e 300 metri – dov’è stata realizzata la nuova pista ciclo-pedonale – di almeno parte di quelle centinaia di parcheggi abusivi sul marciapiede lato mare, per decenni tollerati in considerazione del “fabbisogno”, ora eliminati a favore di biciclette e pedoni. La premessa non cambia: è stato un bene porre la parola fine sulla sosta selvaggia che cancellava il diritto di passeggiare ed ammirare lo Stretto di Messina.

Ma tutto ciò non doveva far considerare un’inezia quanto accade d’estate in conseguenza dei flussi di automobilisti diretti alle spiagge e del popolo della movida creata dai lidi che fanno anche da discoteche o pizzerie. Tra Fortino e Principe è sempre un pienone: 5 stabilimenti con doppia attività, una piscina molto frequentata, i cantieri di rimessaggio. E da metà giugno le seconde case saranno rioccupate. Non ci voleva un mago per pensare a tutto ciò, nel luglio 2015, quando il Comune aprì i cantieri.

Adesso, nell’ultima settimana d’aprile, dopo una serie di sedute del 6. Quartiere ed un’assemblea popolare tenutasi il 17 aprile davanti alla scuola di Pace, il Comune si muove in modo risoluto. Un sopralluogo sarà fatto a giorni dall’assessore alla Mobilità, Gaetano Cacciola, dai consiglieri di Quartiere e dai tecnici di Palazzo Zanca insieme a rappresentanti dell’Agenzia del Demanio di Messina. Si verificherà la percorribilità di alcune ipotesi condivise dalla Circoscrizione e dall’assemblea. Le riassume così uno dei consiglieri più attivi, il vicepresidente Maurizio Mangraviti: «Un’ipotesi è quella, d’intesa con il Demanio, di adibire a parcheggio alcune aree costiere comprese tra la piscina Magazzù, il rimessaggio Mele, fino all’ingresso del lido Blanco, il tutto con una pavimentazione rimovibile ed autobloccante. L’alternativa, sempre d’intesa col Demanio, potrebbe essere il cambio di destinazione d’uso dell’area ex miniautodromo, il cui concessionario è il Comune».

Entrambe non appaiono facili, soprattutto la seconda, in considerazione della reazione già manifestata dai circa 600 amanti dell’automodellismo che sperano nella riapertura dell’impianto. Più percorribile, forse, l’ipotesi di chiudere «l’ultimo tratto della corsia sud della discesa Guardia della Panoramica, spostando il traffico, a senso alternato, sull’altra carreggiata, così come a Pace. Si potrebbero ricavare almeno 30-40 posti». Infine l’ipotesi minima: «Qualche lavoro di riassetto degli spazi, lato monte, in corrispondenza delle nuove palme: potremmo ricavare altri 10-12 posti». È una ricerca tardiva e quasi disperata. È come sperare in un mezzo miracolo.

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