Messina

Rifiuti, sono giorni
di tensione

Martedì i lavoratori di Messinambiente sapranno se il nuovo mandato per il pagamento dello stipendio di marzo è andato a buon fine. Sarà pagato il netto, mentre la parte restante servirà a pagare gasolio e noleggio mezzi che altrimenti dovranno fermarsi.

autocompattatori messinambiente

La mancanza dello strumento contabile ha ormai messo a nudo la gestione amministrativa di palazzo Zanca. Rischia di andare in tilt l'intero sistema e circa 3000 persone non potranno ricevere puntualmente lo stipendio. Tra questi quelli di Messinambiente che, anche per le anomalie del nuovo sistema informatizzato per i pagamenti di Palazzo zanca, non hanno ancora percepito quello di marzo mentre sta per maturare quello di aprile. Per il momento regna una situazione di tranquillità, ma è solo apparente. Il nuovo mandato, la ragioneria del comune, lo ha ritrasmesso alle 13.35 di ieri e, solo martedì mattina, si saprà se questa volta è andato a buon fine. Cosa accadrà, in caso contrario, è facilmente intuibile. Ma la spada di Damocle non è solo rappresentata dall'ormai costante ritardo del pagamento delle spettanze, ma da un futuro a tinte fosche che, come l'intero comparto del settore rifiuti, coinvolge i dipendenti comunali, i precari e le cooperative dalle quali dipendono tanti altri lavoratori. Martedì, giornata calda sotto ogni profilo con un'assemblea dalla quale emergeranno decisioni legate allo slittamento dello stipendio che appare ormai certo. Tornando ai rifiuti,  la disponibilità economica attuale, qualora martedì non dovessero sorgere nuovi intoppi, è sufficiente per il pagamento del netto dello stipendio di marzo. Niente contributi, quindi, perché la parte restante, circa 700 mila euro, servirà per pagare, innanzitutto e inderogabilmente, i fornitori di carburante e le società che noleggiano i mezzi. Se poi, entro il 30 aprile, non sarà apposto il visto sul previsionale 2015 gli effetti saranno devastanti con il commissario liquidatore che già da ora annuncia di non poter far altro che alzare bandiera bianca.   E tanto per non farsi mancare nulla, la chiusura mensile della discarica di Motta S. Anastasia, prevista per 36 ore durante il ponte del 25 aprile, causerà i soliti disagi nella raccolta e ci vorranno dei giorni per tornare alla normalità. Praticamente, un film visto e rivisto sulle strade della città, ma questa volta, il finale, potrebbe non essere così scontato.

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