Messina

Rendite “fittizie”
per pagare meno

I furbetti del catasto a Messina. Il Comune analizza i casi più eclatanti che hanno permesso di evadere le tasse. Palazzi che risultano in costruzione dagli anni 30, botteghe registrate come ultrapopolari

Rendite catastali A pagare sono... gli onesti

Il lavoro degli uffici comunali del dipartimento Politiche del territorio è costante e porterà presto ad avere un quadro ancora più completo del fenomeno che abbiamo definito dei “furbetti del catasto”. Cioè di tutti quei casi – e sono migliaia – in cui unità immobiliari risultano registrare con rendite catastali “fittizie”, diverse da quelle reali, ovviamente più basse o addirittura pari a zero. La conseguenza: in tanti, tantissimi, hanno pagato tributi molto più bassi del dovuto, o in alcuni casi non hanno pagato nulla.

Analizzando i vari aspetti di questa operazione certosina portata avanti dagli uffici, emergono le tante storture del sistema: il centro città pieno di case popolari anche nel cosiddetto salotto buono, tra piazza Cairoli, piazza Duomo, viale San Martino; unità immobiliari che risultano ancora in costruzione, quindi con rendita zero, sebbene si trovino dentro palazzi risalenti agli anni 30; botteghe registrate come unità ultrapopolari, con rendite cinque volte più basse del normale.

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