MESSINA

Omicidio De Francesco
si cerca il terzo uomo

Una vendetta per aver picchiato il figlio che non aveva obbedito ad un ordine. Sarebbe questo il movente dell'omicidio del 20enne . Secondo gli inquirenti a sparare sarebbe stato il commerciante 46enne Adelfio Perticari,ora irreperibile. Intanto le due persone che ora si trovano ai domiciliari per favoreggiamento personale, Giovanni D'Arrigo, 39 anni e Rosario Maccari, 23 oggi, davanti al gip Maria Teresa Arena, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

Caccia a presunto killer

Ad 11 giorni dall'omicidio di Giuseppe De Francesco adesso lo scenario è completo. Carabinieri e Polizia, lavorando con intercettazioni telefoniche ed ambientali, hanno scoperto il luogo del delitto, il movente e ricostruito minuto per minuto la movimentata mattinata del 9 aprile quando fra i vicoli di Camaro San Paolo si è consumato il fatto di sangue. Adesso ci sono pure due arresti per favoreggiamento e ci sarebbe anche l'omicida che però è riuscito a fuggire ed è ricercato dalle forze dell'ordine.
L'omicidio di De Francesco è dunque maturato in un ambiente tipicamente mafioso di violenza, paura ed omertà. Un quartiere in cui ancora la legge della criminalità organizzata regna padrona e dove non sono tollerati sgarri. E De Francesco avrebbe pagato con la vita proprio un atteggiamento sbagliato. Lo spiega dettagliatamente il gip Maria Teresa Arena nell'ordinanza in cui dispone gli arresti del presunto killer, Adelfio Perticari, 46 anni, poi resosi irreperibile e dei due favoreggiatori, Giovanni D'Arrigo, 39 anni e Rosario Maccari, 23.

Il chiarimento avviene alle 10,30 del 9 aprile in un vicolo vicino al bar dei Perticari. Le telecamere della zona inquadrano più volte De Francesco ed il commerciante e tanta gente lì vicino che però non ha mai parlato. Le telecamere inquadrano anche Maccari, uno dei due arrestati per favoreggiamento, mentre col suo ciclomotore accompagna De Francesco all'ospedale Piemonte dopo essere stato ferito con due colpi di pistola. Circostanza che il giovane ha sempre negato. Così come D'Arrigo che addirittura viene ripreso dalle telecamere mentre viaggia sul proprio ciclomotore con Adelfio Perticari per poi uscire dal vicoletto in cui era appena avvenuto il ferimento. Salvo poi raccontare agli inquirenti di non essere stato lì quella mattina. Depistaggi e silenzi che, secondo gli inquirenti, confermano il clima di paura che regna nel quartiere e di assoggettamento alle regole imposte dalla criminalità.

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