Il disco di Cappadonia

Quelle “Orecchie da elefante”

Il primo album del cantautore messinese

Quelle “Orecchie da elefante”

Il cantautore messinese Cappadonia sta per lanciare il primo album da solista dal titolo “Orecchie da elefante”. «Nel corso degli anni – dice Cappadonia – ho fatto parte di diverse band, dagli Aura (con cui ho vinto Rock Targato Italia) fino ai Sick Tamburo e Gli Avvoltoi, ma nel frattempo non ho mai smesso di scrivere le mie canzoni. Per metter a fuoco questo materiale è stato necessario un anno di lavoro e sono stato aiutato da Pietro Alessandro Alosi del Pan del Diavolo nelle vesti di produttore artistico e musicista».

L’uscita di “Orecchie da elefante” è anticipata dal video “Mani di velluto”, diretto da Valerio Filardo, in cui Cappadonia, oltre che alla propria musica, vuol rendere omaggio a quattro capolavori del cinema: “Arancia meccanica” di Stanley Kubrick, “Il settimo sigillo” di Ingmar Bergman, “Psycho” di Alfred Hitchcock e “Il grande Lebowski” dei fratelli Coen. Nel corso della canzone si vede infatti lo stesso Cappadonia nei panni di Alex, il violento ribelle di “Arancia meccanica”, con la sua banda di “Drughi”. E poi trasformato nel cavaliere che gioca a scacchi con la Morte nel “Settimo sigillo”. Fino a suonare e cantare davanti alla celebre doccia di “Psycho” e nell’altrettanto celebre pista da bowling del “Grande Lebowski”. Le scene dei quattro “cult movie”, assai diversi sia per tematiche sia per stile, sono ricostruite nel modo più fedele possibile, rispettando sia i cromatismi (colori o bianco e nero), sia scene e costumi, sia le inquadrature (quadri fissi, carrelli o panoramiche).

Nei brani di “Orecchie da elefante” sono presenti diversi ospiti: il chitarrista Gianluca Bartolo (il Pan del Diavolo), l’orchestratore Nicola Manzan (Bologna Violenta), l’Hammond di Nicola Bagnoli (Gli Avvoltoi) e il Lapsteel di Luca Macaluso (El Pannocchia). Lo stesso Cappadonia sintetizza così il suo lavoro: «Mi piace pensare che queste canzoni incoraggino a sognare e che le “Orecchie da elefante” possano trasformarsi in ali e non restino pesi da trascinare».

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