MESSINA

Operazione Zefiro, 10 rinvii a giudizio

L'inchiesta scattò nel 2013 e portò all'arresto di tre persone.

parco eolico

Si è conclusa con dieci rinvii a giudizio ed un proscioglimento l'udienza preliminare dell'operazione «Zefiro», una delle più grosse inchieste siciliane sui lavori dei parchi eolici condotta nel 2013 dai carabinieri delle compagnie di Patti e Barcellona. Le indagini della DDA hanno portato alla luce un enorme business che girava attorno al Parco eolico Alcantara-Peloritani che si estende tra Fondachelli Fantina e Francavilla di Sicilia.
Il gup Monica Marino ha disposto il rinvio a giudizio, al 6 luglio prossimo davanti alla prima sezione del giudice monocratico, per Angelo Rotella, Filippo Rotella, Santi Bonanno, Maria Patrizia Intagliata, Carmelo Gulino, Santino Gulino, Antonino Gulino, Angelo Criffò, Luca Capria e Martyn Ricardo Moro. Si tratta di imprenditori, direttori dei lavori, project manager, rappresentati legali di imprese. Cadute, invece, le accuse per l'ingegnere Laura Vaccaro per la quale il gup ha disposto il proscioglimento per non aver commesso il fatto. Stralciata la posizione di Andrea Candelora per un difetto di notifica dell'atto di chiusura delle indagini preliminari. Ad avanzare le richieste di rinvio a giudizio il PM Fabrizio Monaco titolare dell'inchiesta che avrebbe individuato un sistema illecito di affidamento dei subappalti per la realizzazione del parco eolico che prevedevano la costruzione di 63 aerogeneratori. Ma gli investigatori hanno lavorato pure su una altro fronte quello dei finanziamenti per la costruzione degli impianti e su presunte infiltrazioni della mafia barcellonese nel lucroso business che nel 2013 portò all'arresto dell'ex sindaco di Fondachelli, Francesco Pettinato, dell'imprenditore Giuseppe pettinato e del funzionario comunale Giuseppe Catalano.

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