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Porto Tremestieri, mancano 13 milioni

Ieri a Roma ennesimo incontro interlocutorio al Ministero dei Trasporti per discutere del nuovo Porto di Tremestieri. Per dare il via all'appalto mancano ancora 13 dei 72 milioni di euro necessari.

Porto Tremestieri, mancano 13 milioni

Che i tempi potessero dilatarsi ben oltre le più rosee aspettative di comune e regione, era facile aspettarselo. In fondo, sono passati tre anni dall'aggiudicazione dell'appalto, sei dall'ok della protezione civile nazionale e molti di più da quando la città ha iniziato a chiederlo con insistenza.

Ciò che forse non ci si aspettava è che per il nuovo porto di Tremestieri ci fosse un serio problema legato ai fondi. Per costruirlo serviranno 72 milioni, ma 59 sono effettivamente disponibili. Ne mancano 13, nove sono quelli che erano stati persi per la mancata conferma dello stanziamento deliberato a suo tempo dal Cipe. Gli altri quattro sono parte dei soldi promessi dalla regione e che invece da Palermo non arriveranno. 

La notizia era purtroppo già nell'aria, la conferma è arrivata ieri dal vertice al Ministero dei Traporti. Un vertice al quale la Regione ha mandato due funzionari degli assessorati ai lavori pubblici e all'ambiente proprio per ribadire che il cofinanziamento promesso sarebbe stato privo di quei 4 milioni. D'altra parte, era stato lo stesso Crocetta a parlare di un impegno variabile di 16-20 milioni. Ora c'è la certezza che saranno 16 soltanto.

Il problema adesso è trovare i soldi che mancano. Non sono i primi 9 milioni ma anche i 4 persi dalla regione.

Il sindaco Accorinti insieme all'assessore De Cola nel frattempo ha anche ribadito la richiesta dei poteri speciali. Sette mesi fa il governatore Crocetta aveva già rassicurato il primo cittadino. Doveva essere questione di giorni per la consegna della lettera al Ministero con la richiesta, il tempo è trascorso e nulla si è mosso. L'emergenza tir resta, l'approdo a sud continua a insabbiarsi, il proto resta un sogno e a pagare è sempre la città. Sarà così, fino a quando tutte le parti coinvolte in questa vicenda non riusciranno a condividere una linea comune. E a mettersi in moto per trovare soluzioni per accelerare i tempi.

Il primo problema, però, adesso sono quei 13 milioni. Spariti anche e soprattutto perché alle tante parole sono seguiti pochi, pochissimi fatti.

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