Eolie

Il ministero dell’Economia gela Lipari
No all’aumento della tassa di sbarco

Turismo mordi e fuggi, tributi ed equilibri di bilancio

Il ministero dell’Economia gela Lipari  No all’aumento della tassa di sbarco

Il ministero dell’ Economia ha chiarito, indirettamente, anche al Comune di Lipari, che per il 2016 non potranno essere aumentate le tasse di sbarco come di soggiorno. Lo ha fatto alla luce delle richieste degli enti locali. Ma la risposta è da riferirsi anche alla tassa di sbarco nelle isole, istituita dal Governo Renzi e, di fatto, “disegnata”, nel suo impianto legislativo, dall’Amministrazione Giorgianni.

Com’è noto, dopo l’abrogazione della vecchia tassa , da gennaio, da 1,50 euro si prevedeva a Lipari l’aumento a 2,50 euro (fino a 5 euro nei mesi clou estivi) e 5 euro per la scalata ai vulcani. Ma la direttorice generale delle Finanze, Fabrizia Lapecorella, nel parere rilasciato , è stata perentoria: «Fatte salve le eccezioni per l’aumento previste dalla legge (Tari o enti che dichiarano il dissesto, ndr)”, richiamando anche una recente deliberazione, del 9 febbraio, della Corte dei Conti Abruzzo in ordine alla ratio del comma 26 dell’art. 1 della legge 208 del 2015». In pratica «il blocco è applicabile a tutte le forme di variazione in aumento dei tributi a livello locale, sia che le stesse si configurino come incremento di aliquote di tributi già esistenti nel 2015, sia che consistano nell’istituzione di nuove fonti impositive».

Dunque, «anche volendo – ha commentato il sindaco Marco Giorgianni – non passerebbe, per l’interpretazione estensiva data al provvedimento, neanche un aumento con l’istituzione della tassa di soggiorno. Contesteremo – ha, comunque, aggiunto il primo cittadino – in tutti i modi, questa interpretazione anche perché la norma fa riferimento al collegato ambientale” Green Economy” (legge 28 dicembre 2015, n. 221). Inoltre – continua il sindaco – è una norma che sostituisce quella abrogata e che istituisce il contributo per l’accesso ai vulcani, prima non previsto. Quindi, se è stata approvata dal Parlamento, rispetto alla Finanziaria, è perché si poteva fare».

Strada in salita, dunque, per rimettere a posto i conti del Comune attraverso nuove entrate in bilancio. Si contava di incassare almeno 2 mln di euro ma ciò, in attesa di vedere come andrà a finire per l’anno in corso, sarà possibile, forse, dal 2017, a beneficio delle amministrazioni future. E intanto nel bilancio restano i buchi.

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