Messina

Messina continua a spopolarsi, mercato immobiliare al palo

I dati dell’Osservatorio 2016 dell’Ufficio studi di Nomisma. Si registra tuttavia un timido aumento delle compravendite

 Messina continua a spopolarsi, il mercato immobiliare resta al palo

Il mercato immobiliare di Messina nel suo complesso continua a mostrare segni di debolezza, ormai quasi “strutturale”, nonostante alcuni segnali positivi, primo fra tutti l’aumento delle compravendite. Sono dati significativi, quelli contenuti nel report (Osservatorio immobiliare 2016) presentato dall’ufficio studi di Nomisma, soprattutto nel momento in cui si sta ragionando sui nuovi strumenti di pianificazione urbanistica, alla luce anche dell’evoluzione-involuzione demografica che riguarda la nostra città, scesa ormai a una popolazione residente di 238 mila abitanti (e se dovesse proseguire il trend negativo, in pochi anni potremmo ritrovarci sotto i 230 mila).

La lieve ripresa delle compravendite, circoscritta ad un numero limitato di immobili, pur producendo effetti positivi sul rallentamento del “repricing” (la revisione dei tassi), è ancora debole per produrre effetti strutturali. Le compravendite residenziali di Messina segnano un lieve aumento (intorno al più cinque per cento), confermando il trend già registrato nel 2014. La domanda però continua ad essere debole, condizionata dall’erogazione dei mutui e non sufficiente a sostenere una ripresa dei valori di mercato. Questo si riflette su una flessione dei prezzi, particolarmente evidente per le abitazioni usate (-3%, rispetto al -1,8% dell’anno precedente). Il segmento delle abitazioni nuove, invece, osserva una revisione dei tassi più contenuta rispetto agli anni precedenti (-1,3%). Lo sconto concesso in fase di compravendita sul prezzo iniziale presenta forti differenze tra i segmenti dell’usato (18%) e del nuovo (11,5%). Diminuiscono i tempi medi di vendita (7 mesi per il nuovo e 8 per l’usato), che rimangono comunque distanti dai valori pre-crisi. Stabile si conferma, invece, il mercato della locazione: l’eccesso di offerta rispetto alla domanda continua a produrre una flessione media dei canoni intorno al 3% su base annua, mentre la redditività media da locazione (4,8%) rimane invariata per il terzo anno consecutivo.

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