messina

Il saluto del Prefetto
e ricorda i migranti e la Triscele

festa della liberazione prefetto stefano trotta

La lettera di commiato del Prefetto Stefano Trotta alla città:

Tra qualche settimana lascerò la guida della Prefettura di Messina, avendo il Ministero dell’Interno accolto la mia istanza di anticipato collocamento a riposo .
L’attuale è la terza sede che negli ultimi nove anni ho avuto l’onore di guidare con l’immutato orgoglio di essere al servizio della Repubblica.
Anche in questa Provincia ho svolto, dal mio insediamento, avvenuto il 4 novembre 2012, le funzioni istituzionali con massimo impegno e completa dedizione, sforzandomi costantemente di manifestare il senso dello Stato democratico attraverso azioni, decisioni e comportamenti volti a realizzare concretamente il rispetto delle regole e il primato della legalità.
Ho sempre perseguito, nel pieno rispetto del principio costituzionale della leale collaborazione interistituzionale, l’obiettivo di instaurare una costante interlocuzione con gli enti locali e con la Regione, intendendo approfondire la conoscenza delle emergenti criticità al fine di agevolare i processi decisionali risolutivi.
Particolare attenzione ho rivolto alle istanze delle fasce più deboli della popolazione, sostenendo con la forza del mio ruolo il riconoscimento della loro dignità di cittadini e la condivisibile richiesta di una sempre maggiore giustizia sociale.
Analogo ascolto ho riservato alle continue richieste formulate dalle rappresentanze dei lavoratori unitamente a quelle datoriali ed alle aspettative delle formazioni sociali.
Costante è stata la determinazione, condivisa con la rassicurante professionalità dei vertici territoriali delle Forze di Polizia, dei Vigili del Fuoco e delle Forze Armate, di garantire il mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica .
Certamente il periodo qui trascorso, conclusivo del mio percorso professionale ed altamente significativo sotto l’aspetto umano, resterà indelebile nella mia memoria insieme al ricordo delle tante persone conosciute che hanno espresso innegabili positività.
Voglio ricordare, a tale riguardo, l’emblematica vicenda del fallimento della Triscele s.r.l., azienda produttrice della storica “BIRRA MESSINA”, avviata ad una positiva conclusione grazie alla fattiva pervicacia dei lavoratori. La relativa vertenza era una delle tante problematiche che ho trovato sul mio nuovo “tavolo di lavoro“ appena giunto in questa Provincia. La Prefettura era già impegnata ad agevolare un percorso virtuoso che potesse scongiurare la perdita del lavoro da parte delle maestranze, ma devo riconoscere che grazie soltanto alla indomita determinazione dei lavoratori si è vicini a conseguire l’insperato risultato della ripresa della produzione. Questi bravi lavoratori devono essere presi ad esempio per riuscire a superare il determinismo e la “rassegnazione” che purtroppo contraddistinguono il nostro Meridione sfociando spesso in sterili richieste di assistenzialismo.
Un pensiero speciale non posso non rivolgere al futuro di questo territorio e quindi alle giovani generazioni, ricordando con commozione i tanti ragazzi incontrati sia in occasione delle mie visite ai Comuni sia nel corso dei molteplici eventi organizzati presso il Palazzo del Governo.
Come non ricordare parimenti i tanti volti di giovani uomini e donne qui approdati in questi anni in fuga da guerre e da inaccettabili condizioni di vita ed in cerca di un’esistenza più umana per loro e le loro famiglie?
E’ con questi sentimenti che intendo rivolgere a tutta la popolazione, agli onorevoli Parlamentari, alla Deputazione regionale, agli Amministratori degli enti locali, alle Autorità religiose, civili e militari, ai Rappresentanti dell’Ordine Giudiziario, alle Forze dell’Ordine e di Protezione civile, alle Organizzazioni sindacali e imprenditoriali, ai Rappresentanti del mondo accademico, della scuola e della cultura, alle Associazioni di categoria e di volontariato, agli Esponenti della stampa e degli organi di informazione locale, il mio grato saluto e l’augurio di un avvenire prospero e sereno.

Stefano Trotta

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