MESSINA

Regolamento Cosap, sull'occupazione suolo è tutto bloccato

I dirigenti scaricano le responsabilità sull'Amministrazione, rea di non avere assegnato un indirizzo politico specifico sulle tariffe, limitandosi al solo ramo dell'impiantistica pubblicitaria. Le associazioni di categoria chiedono provvedimenti immediati, mentre resta ferma in Consiglio una vecchia proposta su cui grava il parere negativo della Ragioneria

Regolamento Cosap, sull'occupazione suolo è tutto bloccato

Nessuna richiesta ufficiale o atti di indirizzo dall'Amministrazione per modificare il Regolamento Cosap e procedere all'abbassamento delle tariffe per l'occupazione suolo. Il dirigente Natale Castronovo scarica integralmente l'immobilismo della macchina comunale sulla sfera politica e dalla seduta congiunta delle commissioni Commercio e Patrimonio chiarisce la propria posizione. Al tecnico è stato chiesto di intervenire sulla parte relativa all'impiantistica pubblicitaria, immersa per mesi nel mare magnum delle sentenze e delle interpretazioni, e lo ha fatto. Ma rivela di non essere stato investito di alcun altro incarico per una più ampia revisione. La linea della Giunta è comunque stata ribadita a più riprese dall'assessore Patrizia Panarello, che vedrebbe di buon occhio un abbassamento delle tariffe per l'occupazione suolo, che ricordiamo dal 2011 sono state più che triplicate per effetto di un provvedimento precedente all'insediamento dell'attuale squadra di governo. L'obiettivo sarebbe di invogliare, grazie a tasse meno esose, più operatori a pagare, limitando l'evasione.

Restano da comprendere gli effetti che questa manovra avrebbe però sui bilanci (atteso che questi vengano approvati, considerati i clamorosi ritardi accumulati). Ed è proprio su questo aspetto che si è soffermato il ragioniere generale, Antonino Cama, al quale i componenti delle commissioni hanno chiesto se esiste un'indagine che permetta di capire se le attuali imposte abbiano generato maggiori introiti per le casse di Palazzo Zanca o superiori richieste per l'occupazione di suolo pubblico. Un vero e proprio focus non c'è ma secondo i dati in possesso dell'ente sarebbero state registrate un 50% in più di entrate, probabilmente però legate alle richieste di risanamento delle situazioni debitorie. «Un esempio di come ci si potrebbe muovere è dato dalla decisione dalla ridurre gli oneri concessori, aumentando la costruzione di palazzi e determinando una maggiore entrata per il Comune - ha commentato il presidente della 10. Commissione, Daniele Zuccarello -. L'assenza, ancora una volta per motivi istituzionali dell'assessore Sebastiano Pino, non ha permesso di poter avviare il confronto fra i dirigenti e l'Amministrazione, ma la Commissione non intende fermarsi e proseguirà su questa strada nel tentativo di fare chiarezza e mettere nelle condizioni gli operatori di potere portare avanti le proprie attività».

Alla seduta hanno preso parte anche le associazioni di categoria, i cui rappresentanti hanno ricordato come nelle altre città siciliane, ma anche a Roma o Milano, si paghi un terzo o un quarto rispetto allo Stretto. Sollecitati ancora una volta maggiori strumenti e servizi per far crescere l'economia locale e mettere nelle condizioni gli imprenditori di investire: dai diretti interessanti è giunta la duplice proposta di tornare a ragionare sulla sottoscrizione di un vero e proprio “patto per il territorio”, coinvolgendo anche il prefetto sulla grave crisi economica che ormai da tempo attanaglia il tessuto cittadino. Una scossa in tempi rapidi, andando oltre i tavoli tecnici, è quello che reclamano. Intanto all'ordine del giorno del Consiglio permane una vecchia proposta coofirmata Barrile-Zuccarello per apporre alcune modifiche al Regolamento Cosap, sulla quale però grava il parere negativo della Ragioneria. Alcuni componenti delle Commissioni hanno suggerito di rispolverarla. Servono soluzioni definitive: si parla di una revisione complessiva da tempo, addirittura faceva ancora parte della Giunta, Filippo Cucinotta. Sono passati quasi due anni, ma agli annunci e alle rassicurazioni non sono seguiti i fatti. Se si è lavorato così sodo, è ora di dimostrarlo.

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