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Un Messina di cuore commuove lo "Scoglio"

La seconda vittoria consecutiva consente al Messina di ipotecare la permanenza in LegaPro. Generosità e attenzione tattica le chiavi con cui ha battuto il Foggia in una giornata segnata anche dal bel tributo del Franco Scoglio alla famiglia di Rebecca Lazzarini.

Un Messina di cuore commuove lo "Scoglio"

Le emozioni in testa ed in coda. Un  minuto prima che tutto cominci, quei 300 palloncini bianchi in cielo per ricordare Rebecca che lassù ci è andata martedì scorso per quel maledetto incidente. Uno intero stadio, come se simboleggiasse tutta la città si è stratta attorno a mamma Maria, al fratellino Alberto che con papà Pierluigi, poi, sono andati in curva per seguire la partita, come facevano spesso da abbonati.

Lo strazio per quella morte assurda, il sacrificio di una squadra che ha lottato come non mai e la gioia finale per il successo: c'è di tutto nella partita di ieri del Messina.  Questo non vuol dire che possa essere minimamente paragonato il dolore con la cronaca avvincente di una partita, ma resta il fatto che i 90 minuti di ieri resteranno, per tutti questi motivi indimenticabili.

E' arrivata la seconda vittoria consecutiva, una doppietta che mancava da ottobre e che stavolta vale la salvezza virtuale, un prezioso settimo posto con undici punti di vantaggio, ad otto gare dalla fine, sulla zona play out.

I tre gol del Messina di ieri sono espressione del più vario modo di leggere il calcio.

C'è il coraggio e la potenza di Ionut che, per la seconda volta consecutiva, apre una partita con un fulmine da fuori. C'è l'attenzione nell'esecuzione dei movimenti e dei blocchi per liberare Martinelli su calcio d'angolo e poi c'è la generosità e la lucidità di una squadra a cui bastava il pari e che invece raccoglie la vittoria con l'ultima stilla di sudore di Fornito sulla sirena.

Poi ci sono anche le cose che non vanno sul tabellino ma che non si possono non notare. 

Tavares a sinistra ha fatto il terzino, il centrocampista e il suggeritore e anche l'attaccante che poi sarebbe il suo mestiere. Questo sì' un esempio di applicazione e fiducia commovente che ha trascinato tutti, dentro e fuori da campo. Bravo l'allenatore a tenere il Messina in trenta metri a convincerlo ad avere pazienza anche quando il palleggio del Foggia sembrava snervante, pur nella sua sterilità, e bravo anche l'allenatore nel dare all'intero gruppo l'iniezione di stimoli che ha reso loro un Messina, ieri, davvero di cui essere orgogliosi. Prima e dopo la partita.

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