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Ecco il bando per
la Fiera... dello sviluppo

Presentato il bando per la gestione ventennale della Fiera. L'autorità portuale chiede un canone di quasi 500.000 euro annuali e si aspetta che grandi imprenditori possano accettare questa sfida. Pochi i vincoli per chi investirà: cultura, turismo e sviluppo economico le linee guida.

fiera messina

Un foglio bianco sul quale disegnare il futuro di un'area fra le più belle della città. Venti pagine per un bando apertissimo che spera di raccogliere il consenso degli imprenditori. Mai come in questo caso Messina si apre al mercato privato per cercare partecipazione nello sviluppo di una zona che da troppo tempo non è più il fiore all'occhiello di una città che lì ha organizzato una prestigiosa rassegna cinematografica e una campionaria capace di attrarre, allora sì , l'interesse di mezzo mondo.
Ora quella zona è un peso per l'Autorità Portuale che la gestisce. Anzi un costo ed uno spreco se se ne considerano le potenzialità.
Ed allora via ad un bando per la gestione ventennale di quello spazio che presto potrebbe cambiare volto e divenire una nuova vera attrazione per tutto il territorio.
Un foglio bianco, dicevamo, senza troppi vincoli se non quelli architettonici della parte più preziosa della Fiera. Nei prossimi tre mesi, scadenza 12 giugno, sapremo che cosa gli imprenditori locali, nazionali e internazionali hanno immaginato possa sorgere in quei 55.000 metri quadri oggi inutilizzati.
Una commissione composita, con un rappresentante di Comune, Autorità Portuale, capitaneria di Porto, Sovrintendenza e Università valuterà prima l'offerta tecnica, tarata sulle linee guide della cultura, del turismo e dello sviluppo economico garantito dall'offerente. Solo dopo e con un peso inferiore sarà aperta la busta con l'offerta economica che parte da una base minima di circa 473 mila euro.
Cosa possa sorgere in Fiera non ci può essere scritto nel bando , ma c'è scritto cosa non potrà mai nascere: niente centri commerciali, mercati, officine, magazzini o fabbriche.
Sono sacrificabili quattro padiglioni: il 7A il 7B e poi il 16 ed il 18. Dal 3 al 6, quelli che si affacciano sul viale della Libertà, potranno essere oggetto di risanamento e manutenzione, mentre l'ingresso diverrà ad un tempo la nuova sede dell'Autorità portuale e del teatro.
Inserita anche una clausola sociale. Il nuovo gestore dovrà prendere in considerazione l'assorbimento dei lavoratori dell'ente fiera.
Adesso Messina deve andare sul mercato e provare a dare un futuro ad uno dei suoi angoli più suggestivi.
Ha la città, quella delle mille beghe, dello stato di predissesto, dell' isolamento politico , l'appeal per poter convincere qualcuno ad investire ancora su di lei?

Commenti all'articolo

  • antogalletta

    antogalletta

    13 Marzo 2016 - 12:12

    Potrebbe diventare un centro espositivo, di vendita e dimostrazione ( con magari attrazioni caratterizzanti ) per le attività sportive, hobby e tecnologie innovative.

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