Rebecca Lazzarini

Al liceo Seguenza docenti e alunni sconvolti

La ragazza, che aveva scelto il corso Linguistico, era una studentessa modello. La preside Mangano: «Sarà ricordata». La prof. Altadonna: «Era tanto sensibile quanto educata e diligente»

Al liceo Seguenza docenti e alunni sconvolti

Il liceo linguistico Seguenza, costola in crescita dello storico Scientifico di via Sant’Agostino, è letteralmente sotto choc. La notizia della terribile tragedia della strada, costata la vita alla quattordicenne Rebecca Lazzarini, ha sconvolto ieri un’intera classe, la I B Linguistico, il suo corpo insegnanti, la preside Maria Rosaria Mangano.

«I ragazzi sono sotto choc – racconta la docente di Spagnolo, la prof. Angela Altadonna – piangono e non riescono a farsene una ragione: noi insegnanti dobbiamo aiutarli, sostenerli nell’esperienza del dolore attraverso il dialogo. Abbiamo cominciato con un minuto di silenzio». Ma il percorso non è facile per nessuno. Il volto della professoressa, molto vicina a Rebecca, che aveva scelto l’unica sezione comprendente la lingua cinese e seguiva il corso pomeridiano di Spagnolo, è rigato da lacrime calde: «Era una ragazza buona, tanto sensibile quanto educata, calma, studiosa, di una famiglia perbene. Proprio quella sera stavo correggendo il suo compito. Pochi giorni fa era mancata per ragioni di salute, non mi do pace: se solo si fosse ammalata in questa settimana... non sarebbe stata falciata da quell’auto» La vita del Liceo Seguenza purtroppo, come quella d’ogni istituto, è stata più volte funestata da tragiche morti di adolescenti. È stato istituito un premio, l’«Alcyone», dedicato alle vittime. «Faremo il massimo possibile per onorare la memoria della povera Rebecca – anticipa la preside Mangano – e certo le dedicheremo una sezione dell’Alcyone. Dovremmo tutti fare qualcosa in più sul tema dell’educazione stradale, i cui progetti anni fa venivano finanziati dal ministero. Poi sono stati preferiti altri obiettivi, spesso meno importanti». Che l’argomento sia d’importanza decisiva, in termini di civiltà, è sotto gli occhi di tutti. Se va bene l’inasprimento delle pene, appena varato dallo Stato, è lampante che le nuove norme non bastano. Senza mutamenti profondi innescati dalla società civile, e dagli enti locali, le morti diminuiranno, ma non si fermeranno.

Un appello viene lanciato da Pinuccio Viola, presidente dell’associazione Uniti per Pezzolo, e parente anche lui di Rebecca, che si sofferma così sull’incidente e le sue conseguenze: «Non si è trattato di una fatalità. Casuale è solo l’identità della vittima, se uno viaggia in stato d’ebbrezza e a quella velocità diventa un potenziale omicida stradale che, prima o poi causerà la morte di una o più persone. In questo caso poi – sottolinea – una famiglia è straziata da una perdita irreparabile e un’intera comunità, Pezzolo, è sconvolta. Le famiglie da noi sono tutte legate da vincoli profondi. Rebecca era un po’ figlia e sorella di tutti». L’appello: «Mi chiedo se il Comune e l’Asp non debbano offrire tutta l’assistenza possibile ad una famiglia colpita in maniera così traumatica, ivi compreso un bambino di 9 anni, e se Palazzo Zanca non possa offrire supporto anche in sede giudiziaria».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta del Sud online

Caratteri rimanenti: 400

Le altre notizie

i più letti di oggi

Arrestato carabiniere per droga

Arrestato carabiniere per droga

di Rosario Pasciuto