Messina

Cgil, Cisl e Uil:
la giunta Accorinti ha fallito

Nel documento stilato al termine della riunione congiunta dei tre esecutivi si annuncia “l’ora della mobilitazione”. Un duro affondo a 360 gradi: dal versante economico-finanziario ai servizi e alle linee strategiche

Cgil, Cisl e Uil:  la giunta Accorinti ha fallito

È l’ora della mobilitazione. I sindacati confederali aprono ufficialmente la “vertenza Messina”. E per Cgil, Cisl e Uil sembra esserci un solo “imputato” sul banco degli accusati: l’amministrazione Accorinti.

Al termine della riunione congiunta dei tre esecutivi, presieduta dai segretari generali Lillo Oceano, Tonino Genovese e Carmelo Catania, è stato stilato un documento con cui si annuncia una serie di iniziative a tappeto in tutti i luoghi di lavoro e in tutte le sedi possibili.

«Messina è ormai una città in profondo declino – comincia così la riflessione di Cgil, Cisl e Uil –, che nell’infinita crisi continua a pagare il prezzo più alto tra i territori dell’Isola. La progressiva scomparsa di attività produttive, di servizi e commerciali, la contrazione della pubblica amministrazione, e la drammatica perdita di posti di lavoro, colpiscono nell’insieme economia, vivibilità, bisogni, diritti e futuro, cambiando la fisionomia economica e sociale ed accelerando un pericoloso processo di “involuzione” che rende questa area sempre più povera ed incapace di reagire. In questa condizione, aggravata dai continui tagli dei trasferimenti da parte di Stato e Regione, l’assenza di progetti e investimenti sia pubblici che privati, ha continuato a determinare una riduzione delle opportunità e delle speranze».

A questo punto comincia l’affondo contro Accorinti e la sua squadra: «L’amministrazione comunale si è rivelata incapace di costruire anche solo insieme al proprio naturale retroterra provinciale una valida proposta organica di rilancio e sviluppo, e non è stata nemmeno in grado di difendere le residuali peculiarità produttive. La necessaria discontinuità nell’azione di governo che il sindacato, così come l’intera città, aveva richiesto a gran voce a questa nuova amministrazione, e per la quale per anni Cgil, Cisl e Uil hanno continuato ad offrire invano il proprio contributo di proposte e di idee, è stata da subito accantonata per cedere il passo ad una ostinata autoreferenzialità e ad una sequenza di slogan che nei fatti ha prodotto il nulla. Industria, commercio, servizi e pubblica amministrazione oltre che segnati dalla stessa negatività degli indici continuano a scontare soprattutto la mancanza di una visione strategica della città che sappia mettere in rete tutte le forze della società per definire quel concreto progetto organico di sviluppo capace di riportare in riva allo Stretto soprattutto il lavoro. L’amministrazione Accorinti, aldilà dei buoni propositi, non ha saputo o voluto individuare un ordine di priorità delle esigenze. In 32 mesi la giunta si è avvitata nell’obiettivo, sinora mancato, di sistemare i fallimentari bilanci di Palazzo Zanca, mostrando in materia forti limiti, se ancora oggi non c’è un Piano di riequilibrio decennale autorizzato e soprattutto sostenibile e se il preventivo 2015 non è stato ancora approvato. Il tentativo di riequilibrio finanziario, inoltre, rischierà di compromettere il buon funzionamento di alcuni servizi. Non si è data soluzione e garanzia all’offerta dei servizi minimi per la collettività sulla gestione qualitativa dei servizi di raccolta rifiuti, sul miglioramento dell’efficienza del trasporto pubblico, del sistema idrico, dei servizi sociali, della tutela del verde, del risanamento, degli asilo nido e delle mense scolastiche. L’amministrazione comunale si è limitata a gestire la fase conclusiva di progetti e finanziamenti ottenuti dalle precedenti amministrazioni sostanziando la propria attività nella realizzazione di discutibili piste ciclabili o di isole pedonali mordi e fuggi. Un azzardato modo di agire che ha compromesso ogni azione amministrativa, tolto certezze ai dipendenti diretti e a tutti coloro che operano nelle società che lavorano sui servizi alla comunità, reso insomma precari oltre ai lavoratori anche i servizi per i cittadini. La città di Messina certifica un ulteriore arretramento e un’azione politico-amministrativa che non si è occupata del lavoro e dello sviluppo, arrivando in qualche occasione a distruggere occasioni di lavoro, senza individuare neppure concrete alternative. Non saranno certo i parchi o le passeggiate a mare che potranno garantire lavoro ai giovani messinesi o potranno contenere le perdite continue e costanti di attività lavorative e occupazione».

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