CALCIO

Messina, salvezza possibile ma serve tranquillità

Squadra giallorossa inguardabile ieri contro la Fidelis Andria. Prestazione e risultato da dimenticare, ma la permanenza può essere raggiunta, specie se sarà sfruttata la prossima gara contro la Lupa Castelli. Da risolvere, al più presto, il discorso legato alle dimissioni di dirigenti e figure professionali.

Messina, un altro crollo che non convince

Troppo brutto per essere vero. Contro l’Andria, il Messina ha dato il peggio sé, una prestazione che, per certi versi, ha ricordato quella abulica col Benevento, ma con l’aggravante che la squadra affrontata ieri era priva di parecchi titolari e non è competitiva come l’attuale capolista del campionato. Poco motivato, atleticamente scarico e tatticamente rivedibile. Per il Messina una bocciatura sonora su tutta la linea. A condizionare la gara un atteggiamento molle e sufficiente, come dimostra il gol decisivo realizzato da Piccinni all’alba del match. A fare il resto la buona organizzazione difensiva dell’Andria, abile a controllare le azioni, alquanto improvvisate dei giallorossi, particolarmente privi di idee. Male tutti e anche certe scelte non hanno pagato come il ripescaggio di Barilaro, ancora a disagio in una  difesa a quattro, e di Russo in mezzo al campo, lento e prevedibile nelle giocate. Tardivi i cambi del tecnico Lello Di Napoli, colpevole di non aver saputo dare ordine alla squadra e responsabile, verso la fine della partita, del cambio discutibile di Gustavo per Zanini quando per pareggiare la gara sarebbe servito, soprattutto, un colpo del solista, nel repertorio del calciatore italo-brasiliano. A dieci giornata dalla fine, la salvezza è tutta da conquistare anche se l’obiettivo, con sei punti di vantaggio sulla zona play-out e alcune formazioni dietro, è nettamente alla portata. E molto dipenderà da come il Messina affronterà la trasferta di sabato prossimo a Rieti contro la Lupa Castelli Romani, ultima in classifica e ormai destinata alla retrocessione. Servirà un immediato cambio di mentalità. Nel frattempo, però, dovrà ritornare il sereno in società perché le dimissioni del direttore generale, del direttore sportivo e di alcune figure professionali non sono ancora rientrate ufficialmente mentre il momento delicato imporrebbe serenità a tutti i livelli. E a rendere sinistro il contorno anche l’inopportuno silenzio stampa che non aiuta del tutto a comprendere il perché di certe scelte, quelle del campo nonché quelle della scrivania.

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