Statistiche

Il rapporto ormai è di 166 anziani ogni 100 giovani

A Messina aumentano i centenari, diminuiscono i bambini. 18.026 le famiglie che risiedono in affitto. Risultano censiti 46.859 edifici, quelli a uso residenziale sono 36.144.

Il rapporto ormai è di 166 anziani ogni 100 giovani

Sapevate che a Messina le abitazioni vuote, o occupate da non residenti, sono oltre diciottomila? E che sono 18.026 le famiglie che risiedono in affitto? E che il IV Quartiere è quello dove è più folto il numero dei nuclei familiari che abitano in case di proprietà? C’è una miniera di dati nel Report dell’Ufficio statistica del Comune. Dati importanti anche per approfondire e valutare l’attuazione di politiche mirate allo sviluppo economico e sociale, tenendo conto di precisi indicatori e non di chiacchiere e utopie.

Una nota positiva, riguardante l’ultimo decennio, è la drastica diminuzione delle quote di analfabetismo che nel 2001 erano ancora rappresentate da 3.630 persone e che ora si sono ridotte a poco più di 2 mila cittadini. La zona centro-nord è quella con un’incidenza maggiore della popolazione con titolo di studio più elevato ed è anche interessante scoprire, ad esempio, che la più alta concentrazione di casalinghe si trova nel III Quartiere, mentre il 24 per cento degli occupati risiede nella IV Circoscrizione.

Ma torniamo al capitolo case, di cui si parla tanto in questi giorni. A Messina risultano censiti 46.859 edifici, quelli a uso residenziale sono 36.144. E di questi – dato abbastanza significativo, se inquadrato nell’ambito dei piani di prevenzione dell’altissimo rischio sismico esistente nel nostro territorio –, il 56,79 per cento è costituito da edifici costruiti in calcestruzzo armato, il 36,78 per cento in muratura portante, il 6,43 in altro materiale (acciaio, legno). Il 18,29 per cento degli immobili utilizzati come residenze risale a prima del 1919, il 33,67 per cento è comunque antecedente al 1945. Le case realizzate dopo il 2005 rappresentano il 18,29 per cento. Conforta la stima relativa allo stato di conservazione degli edifici: il 65,30 per cento è «prevalentemente buono o ottimo», il resto presenta criticità, il 4,45 per cento dei fabbricati ha «uno stato di conservazione pessimo».

Ma il numero degli edifici basterebbe a soddisfare le esigenze abitative di tutta la popolazione, visto il processo in corso di invecchiamento e di spopolamento. Come riportato nei giorni scorsi dallo studio Istat, nella discesa quasi inarrestabile dei residenti in riva allo Stretto (al 31 dicembre 2015 la popolazione è esattamente di 238.439 abitanti), i principali indicatori di struttura demografica ne confermano l’invecchiamento: quasi il 22 per cento ha più di 65 anni, quelli con più di 85 anni costituiscono il 3,28 per cento, e sono ormai 120 i messinesi che hanno superato la fatidica quota d’età dei cento anni (oltre 90 donne, 27 uomini).

Messina oggi è questa: 166 anziani ogni 100 giovani. Una percentuale che, ad esempio, nel IV Quartiere diventa di 222 anziani ogni 100 giovani, in un rapporto vecchi-bambini di otto a uno. E l’indice di dipendenza ha superato il 53 per cento: ciò significa che 100 individui in età attiva, oltre a mantenere se stessi, ne “mantengono” altri 54 “dipendenti” da loro. Lo si tocca con mano nella realtà di ogni giorno, con tanti giovani, ma anche adulti, che vivono solo grazie alle pensioni dei nonni. Ed è sconsolante pure l’indice di ricambio: coloro che escono dal mondo del lavoro per cause d’età sono il 32 per cento in più rispetto a quelli che riescono a entrare.(l.d.)

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