Ufficio statistica

Messina, le cifre del declino

Nell’ultimo trentennio perso il 44% della fascia d’età tra zero e 19 anni. I dati, con risvolti anche drammatici, contenuti nel report 2016

Messina, le cifre del declino

La fotografia dei cambiamenti della città attraverso un viaggio nei 15 Censimenti generali della popolazione, dal 1861 a oggi. È questo il Report stilato dall’Ufficio statistica del Comune, strumento essenziale per comprendere le trasformazioni socio-economiche e anche urbanistiche. Non solo analisi del passato ma un prezioso sguardo sul presente e sul futuro di una città che, in base a tutti gli indicatori ufficiali, si trova in una drammatica fase di recessione economica e di spopolamento.

Il punto di discrimine tra un’era e l’altra è il 1981: fino a quella data Messina aveva fatto registrare una dinamica di crescita esponenziale, arrivando ai 260.233 abitanti contati nel Censimento di 35 anni fa. Poi, inizia il lento declino demografico, fino ai 243.262 abitanti del 2011 e agli attuali 238 mila (dati che si riferiscono all’ultimo studio Istat). Le cause? Uno dei più bassi tassi di natalità d’Italia e un sempre più consistente movimento migratorio causato, in gran parte, dalle condizioni asfittiche dell’economia cittadina.

Balza agli occhi la drammaticità di un dato in particolare: negli ultimi 30 anni Messina ha perso il 44 per cento della popolazione in età compresa tra i zero e i 19 anni, cioè il segmento essenziale, quello delle nuove generazioni. Continuiamo, dunque, a parlare di futuro, ma affidato a chi?

Ed è evidente il profondo cambiamento strutturale della popolazione avvenuto dagli anni Settanta a oggi. Nel 1971 vi era un anziano per un bambino, a distanza di 40 anni quasi quattro a uno (3,89). L’indice di vecchiaia nel 1971 era di 40,88, raddoppia a 82,18 nel 1991, quadruplica ai giorni nostri (149,1). Gli over 65 costituiscono più del 20 per cento della popolazione messinese, i bambini sotto i sei anni, che nel 1971 erano il 10,16 per cento, ora rappresentano a stento il 5 per cento. Il calo demografico, in minima parte, viene compensato dalla maggiore presenza di stranieri residenti: si è passati dallo 0,32 per cento del 1991 al 4,78 del 2011.

Interessanti i dati incrociati relativi alle Circoscrizioni: se il VI Quartiere ha avuto un incremento di popolazione del 6,45 per cento, la prima Municipalità ha “smarrito” oltre 3.600 abitanti, pari al 14,81 per cento in meno rispetto al 2001. Crescono dal punto di vista demografico solo alcune zone della città: Pace, Sant’Agata, Torre Faro, Faro Superiore, Zafferia e Pistunina

Commenti all'articolo

  • stefano frances

    28 Febbraio 2016 - 18:06

    DAL 1° GOVERNO BERLUSCONI AD OGGI LA POLITICA ITALIANA HA FATTO SOLO UNA COSA : SALVAGUARDARE GLI INTERESSI DEI PARLAMENTARI A DISCAPITO DI QUELLI DEI CITTADINI E QUESTO E' IL RISULTATO. I POLITICI SEMPRE PIU' RICCHI ED I CITTADINI SEMPRE PIU' POVERI..

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