Milazzo

Il torrente Mela è un ordigno ambientale

Alveo su più versanti ridotto a discarica. Evidenti le tracce della captazione delle acque per fini agricoli o industriali

Il torrente Mela è un ordigno ambientale

Da risorse naturalistiche a penisole fuori controllo in cui regna l’abuso e l’anarchia. Sono i corsi d’acqua dell’entroterra del Mela, che divengono oggetto di attenzioni nei mesi estivi, per via dell’inquinamento degli specchi d’acqua prospicienti, per poi cadere nel dimenticatoio d’inverno. E l’impressione che si ha costeggiando il Mela e il Floripotema, due tipiche fiumare messinesi caratterizzate da un deflusso irregolare con lunghe magre estive e brevi piene invernali è desolante. Gli argini, diroccati in più punti, risultano a tratti del tutto assenti, e decine le discariche abusive che incontriamo nel nostro percorso: ovunque si trovano montagnole di elettrodomestici arrugginiti, pneumatici, vecchi arredi dismessi, indumenti, materiale plastico e materiale da costruzione e persino cumuli di amianto. Ma anche, proprio sulle rive del Mela, nei pressi del cavalcavia dell’autostrada, di un notevole quantitativo d’olio minerale bruciato segnalato in questi giorni da diversi lettori. Notiamo inoltre evidenti tracce della captazione delle acque per fini agricoli o industriali (ai margini dei torrenti sono presenti piccole costruzioni, serre e industrie che producono cemento) e la presenza di bovini sul greto del torrente. Adesso a muoversi anche i politici.

Il deputato Nello Musumeci ha presentato un’interrogazione al governo regionale chiedendo quali provvedimenti si intende predisporre per intervenire per bonificare la foce del torrente Mela, alla luce anche delle ultime esondazioni. L'interrogazione è stata redatta insieme ai deputati del Gruppo Lista Musumeci Santi Formica e Gino Ioppolo. «Il Mela è uno dei torrenti più colpiti dal dissesto idrogeologico e le sue esondazioni hanno causato danni ingenti durante le alluvioni del 2011 e 2015. Non si può restare inermi di fronte al rischio di un irrimediabile disastro ambientale», evidenzia Musumeci, «visto che come segnalato dagli ambientalisti, dai relitti di automobili giacciono ancora sui fondali del torrente dove ci sono sversamenti di benzina, oli combustibili e acidi di ogni tipo».(g.p.)

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