Messina

Gli ausiliari non possono
sostituirsi ai vigili

Lo ha stabilito la Cassazione: multe valide solo se le auto invadono la corsia dell’autobus o in zona con strisce blu. L’OrSa: «Sbugiardati i vertici dell’Atm, ora il Comune dovrà fare i conti con una valanga di ricorsi»

Gli ausiliari non possono  sostituirsi ai vigili

La sentenza è della seconda sezione civile della Corte di Cassazione ed è stata depositata lo scorso 16 febbraio. Si riferisce a una vecchia vicende, risalente al 2009, riguardante il ricorso di un cittadino di Torino che chiedeva al Giudice di pace l’annullamento o la dichiarazione di inefficacia del verbale emesso da un ausiliare del traffico, con il quale le era stata contestata la violazione dell’art. 7 del Codice della strada per sosta vietata. Il ricorrente sosteneva la «carenza di legittimazione del soggetto che aveva elevato la contravvenzione». Il Giudice di pace, accogliendo la tesi del Comune di Torino, rigettaval’opposizione, ritenendo che il verbalizzante «avesse agito nell’esercizio dei poteri ad esso conferiti». Poi, dal 2010, è cominciata la lunga battaglia giudiziaria, culminata nella recentissima sentenza della Cassazione, con la quale si accoglie il ricorso e si certifica che il soggetto non era legittimato a elevare la multa.

Una sentenza che fornisce l’occasione per l’ennesimo duro affondo lanciato dal sindacato OrSa ai vertici dell’Atm e all’assessore alla Viabilità Gaetano Cacciola: «Dopo l’errata applicazione della legge Brunetta ai dipendenti Atm, per la quale il Tribunale ha deciso il risarcimento economico ai lavoratori, arriva l’ennesima sentenza che evidenzia la supponenza con cui è gestita l’azienda di trasporto pubblico di Messina. La citata sentenza si consuma in ambito della Gtt di Torino a cui il direttore Foti si ispira e chiarisce che tanto gli ausiliari del traffico quanto gli ispettori delle compagnie di trasporto pubblico locale hanno poteri limitati in materia di multe. Le sanzioni per violazioni al codice della strada sono, infatti, legittime esclusivamente se riferite a infrazioni sulle strisce blu (per gli ausiliari) o sulle strisce gialle (per gli ispettori). Noi – prosegue l’OrSa – lo ripetiamo da mesi. Il Comune, dunque, non può emettere dei provvedimenti che stabiliscono regole differenti, accordando poteri più ampi agli ispettori della società di trasporto o agli ausiliari e autorizzandoli ad accertare anche le violazioni in materia di sosta su tutto il territorio comunale. Si vanifica così l’intento della direzione aziendale e della giunta comunale di fare cassa sostituendo i “costosi” vigili urbani con ausiliari del traffico pagati molto meno e con contratti ancora vergognosamente part-time». Secondo il sindacato «l’ennesima figuraccia è destinata a produrre un notevole esborso di risorse pubbliche per risarcire i cittadini che legittimamente presenteranno ricorso. In buona sostanza hanno preso in giro gli ausiliari del traffico rispondendo all’annosa rivendicazione di contratto full-time con effimeri avanzamenti di parametro e li hanno riversati irresponsabilmente in strada a fare un lavoro oltre le loro competenze a costo zero. Riassumendo: per l’errata applicazione della legge Brunetta l’OrSa. ha adito le vie legali e vinto il contenzioso, periodicamente l’ufficiale giudiziario sequestra gli incassi di Atm per risarcire i lavorato. E in riferimento all’errata estensione dei poteri agli ausiliari del traffico si conferma l’inapplicabilità dell’iniziativa. L’estensione dei poteri agli ausiliari del traffico era fra i progetti volti a recuperare risorse per riconoscere l’orario full-time ai lavoratori e fare cassa in previsione del dimezzamento delle sovvenzioni comunali ad Atm che sono passati da 17 milioni agli attuali 14 milioni e presto saranno ridotti a soli 9 milioni annui (solo per pagare gli stipendi servono circa 20 milioni all’anno) e mentre i contributi comunali vanno assottigliandosi le previste entrate alternative crollano sotto le sentenze».

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