Patti

Altro che circolo!
Era un club privè...

Locale sotto sequestro a Patti. Benché risultasse un circolo privato, senza alcun scopo di lucro, in realtà era un night club

Altro che circolo!  Era un club privè...

Gli agenti di polizia del commissariato di Patti hanno posto sotto sequestro un locale di via Papa Giovanni XXIII adibito a night club. A firmare il provvedimento è stato il giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Patti, Ugo Molina, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica Maria Milia. La decisione è arrivata al termine delle indagini condotte dai poliziotti del locale commissariato diretti dal dott. Carmelo Alba. Dagli accertamenti sarebbe emerso che l’attività in questione, benché risultasse essere un circolo privato, senza alcun scopo di lucro e con finalità “di svolgimento di iniziative di natura culturale, ludica e ricreativa”, in realtà era un night club.

Secondo quanto riferito dagli inquirenti l’accesso ai locali era consentito a chiunque esibendo un documento d’identità e pagando 10 euro con i quali si aveva diritto anche alla consumazione al bar. A far scattare i controlli sarebbero state delle inserzioni on line e dei cartelloni pubblicitari che mostravano giorni ed orari di apertura e reclamizzavano avvenenti ballerine. All’interno del locale gli inquirenti hanno anche trovato un palco per la lap dance e un’area privè. Inoltre, a insospettire ulteriormente gli investigatori, è sembrato eccessivo il numero di soci che risultavano iscritti al circolo, quasi 1500 persone.

Gli accertamenti investigativi effettuati dai poliziotti del commissariato di pubblica sicurezza di Patti hanno appurato la reale natura del locale notturno. L’attività è risultata in piena regola per le attività svolte all’interno, ma i controlli hanno evidenziato l’assenza della prevista licenza rilasciata dal questore e dei necessari collaudi per garantire agibilità e sicurezza della struttura agli avventori.

A seguito di questo è, quindi, scattato il sequestro. Allo stesso tempo sono stati denunciati per omesso rispetto delle prescrizioni previste dall’autorità a tutela della incolumità pubblica i tre componenti del consiglio direttivo del circolo ed una quarta persona risultata essere il gestore di fatto dell’associazione.

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