Messina

Adesso si moltiplicano anche i ladri di ottone

Nuova tendenza criminale. Prendono di mira soprattutto targhe di studi professionali

Adesso si moltiplicano anche i ladri di ottone

Ai cercatori di rame adesso si affiancano i cacciatori di ottone: due insiemi che rientrano nella categoria dei ladruncoli. Da qualche settimana a questa parte, i nuovi protagonisti dell’illecito spadroneggiano in città. Prendono di mira soprattutto targhe di studi professionali. Le svitano con estrema facilità e se le portano a casa. Agiscono specialmente in orario notturno, quando danno meno nell’occhio e possono agire indisturbati. Alcuni avvocati hanno segnalato alla redazione della Gazzetta del Sud che le loro targhe sono sparite. Si è in presenza, quindi, di un nuovo business (da arginare). Pare che l’ottone sia valutato sui 2 euro al chilogrammo, meno, quindi, del cosiddetto “oro rosso”. Ma, stando alle recenti scorribande denunciate da più parti, è più facilmente reperibile e non si rischia la pelle per accumularne un discreto quantitativo. Pare, inoltre, che i ladri lo rivendano senza troppi patemi d’animo in punti di raccolta di rottami e metalli in genere. La nuova tendenza criminale dei cercatori di ottone (anche di maniglie, pomelli e citofoni) sta prendendo piede a causa dell’alto numero di “concorrenti” nel settore del rame e per la carenza di materie prime.(r.d.)

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