MESSINA

Gotha 5, chiesto giudizio per 29 affiliati

L'undici marzo udienza preliminare per le nuove leve di Cosa Nostra che stavano riorganizzando la famiglia mafiosa barcellonese.

tribunale messina

Appena scattata l'operazione Gotha 6 la Dda di Messina presenta le richieste di rinvio a giudizio per il quinto capitolo della grande inchiesta antimafia che sta ricostruendo la storia degli ultimi 20 anni di Cosa Nostra barcellonese. I sostituti Vito Di Giorgio e Angelo Cavallo hanno chiesto il rinvio a giudizio di 29 persone arrestate nel troncone principale della Gotha 5 e nei due filoni successivi la Gotha bis e ter. Fissata anche l'udienza preliminare che si terrà l'11 marzo davanti al Gup Fiorentino. Nel grande calderone le nuove leve della mafia barcellonese e fra questi anche qualche nome eccellente in quanto figlio d’arte” che hanno tentato di riorganizzare la famiglia mafiosa del Longano dopo la cattura dei boss storici. Numerosi i capi d'imputazione contestati a vario titolo agli indagati accusati di aver compiuto estorsioni ed attentati ai danni di imprenditori, commercianti, titolari di alberghi, discoteche, supermercati e vivai della zona compresa fra Milazzo e Mazzarrà S.Andrea. E non potevano mancare il traffico di droga, attività fiorente che fruttava milioni di euro alle casse del clan, le rapine e i furti. A ricostruire anni di attività illecite e controllo del territorio sei collaboratori di giustizia: Alessio Alesci, Salvatore Artino, Salvatore Campisi, Santo Gullo, Franco Munafò e Nunziato Siracusa. Tutti nomi di spicco che hanno deciso di passare dall'altro lato della barricata accusando gli ex amici. Davanti al giudice dell'udienza preliminare dovranno comparire fra gli altri Tindaro Calabrese, Salvatore Calcò Labbruzzo, Antonino Calderone, Agostino e Salvatore Campisi, Marco e Salvatore Chiofalo, Filippo Munafò, Giuseppe Ofria e Maurizio Trifirò.
Tre i fatti più eclatanti ricostruiti dai Carabinieri del Ros: l'attentato incendiario che distrusse la discoteca Villa Liga di Portorosa  per vendicare il rifiuto del personale di vigilanza di far entrare nel locale Ofria ed i suoi amici, l'incendio della nave Eolo d'oro del gruppo Navisan per questioni di concorrenza e la rapina al supermercato Superfresco di Tripi in cui i malviventi spararono ferendo un poliziotto libero dal servizio ed un cliente.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta del Sud online

Caratteri rimanenti: 400

Le altre notizie

i più letti di oggi