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Il Patto per la Falce
è pronto, il testo

Ecco il testo stilato a quattro mani dal Comune di Messina e dall'Autorità Portuale . 25 mila metri cubi il massimo consentito per l'edificazione. Niente alberghi e strutture non oltre i 15 metri d'altezza

Il Patto per la Falce  è pronto, il testo

PREMESSE

Con il presente documento, redatto in attuazione dell’art. 2 dell’accordo interistituzionale

denominato “Patto per la Falce” sottoscritto a Palermo tra la Regione Siciliana, l'Assessorato

Regionale dei Beni culturali e dell'Identità siciliana, l'Assessorato Regionale del Territorio e

Ambiente, l'Assessorato dell'Energia e Rifiuti, l'Amministrazione Comunale di Messina, l'Autorità

Portuale di Messina e l'Università degli Studi di Messina; l'Amministrazione Comunale di Messina

e l'Autorità Portuale di Messina definiscono i parametri urbanistici del PIO (Piano

d'Inquadramento Operativo) della zona denominata FAL.3 del PRP (Piano Regolatore del Porto), e

specificamente nell’ambito di quelli già previsti nell’approvando PRP di Messina, già oggetto di

intesa tra i medesimi enti, in procinto di essere avviato alla approvazione regionale previa VAS, al

fine di fornire precise e concordate indicazioni per la redazione del PIO previsto dal PRP quale

strumento intermedio di attuazione dello stesso.

Il contenuto del presente documento costituisce manifestazione dell'accordo tra

l’Amministrazione Comunale di Messina e l’Autorità Portuale di Messina nonché vincolo

immodificabile per la redazione e l’attuazione del PIO della FAL 3 del PRP di Messina, da porsi,

dunque, a fondamento della redazione del rapporto ambientale della VAS - in fase di

predisposizione da parte della Autorità Portuale – giusto art.3, comma 3, del già citato “Patto per

la Falce”,i contenuti delpresente accordo dovranno essere recepiti come vincolo immodificabile

nel rapporto ambientale e nel parere motivato esitato dall’Autorità competente.

LE RAGIONI DELLE PREVISIONI DEL PRP PER LA FAL.3

L’Autorità Portuale di Messina all’atto della predisposizione del PRP oggi all’esame, di concerto

con l'Amministrazione comunale del tempo, al termine di alcuni incontri avuti con associazioni,

ordini professionali ed altro, ha ritenuto di proporre per la area FAL.3 un modello di sviluppo che

rispondesse alle esigenze che appresso sinteticamente si riportano.

L’analisi dello stato di fatto ha portato ad osservare che, se da un lato appariva (ed oggi allo stesso

modo appare) ineluttabile la necessità di far rinascere l’area in una chiave di massima

armonizzazione con la natura, con la cultura e col tempo libero, d’altra parte la marginalità

sostanziale della stessa porzione di territorio rappresentava la prima ragione del degrado urbano

evidente in tutta la zona falcata.

È infatti assodato ancor oggi che la frequentazione dell’area da parte dei cittadini (e

conseguentemente la fertilità della stessa nei confronti del degrado) è negata sia dalla presenza

del fascio ferroviario con relativa difficoltà di raggiungimento della stessa a piedi e/o con mezzi

pubblici, sia dalla assoluta mancanza di attività di interesse pubblico nell’area.

L’obiettivo del piano è stato pertanto quello di individuare nella FAL 3 un luogo dove, con sapiente

realizzazione di volumi e di architetture pubbliche e/o private di qualità (è infatti previsto nel PRP

largo ricorso ai concorsi di architettura per la realizzazione della opere), si pervenisse proprio a

raggiungere quella densità di funzioni ed interessi capaci di attrarre l’interesse di una vasta

porzione della popolazione messinese, portando la stessa a frequentare intensivamente i luoghi

nel tempo e nello spazio. Tutto ciò a beneficio anche della area FAL 2.

È pur vero che l’Amministrazione Comunale ha espresso in recenti incontri congiunti il desiderio

di coniugare questo modello di sviluppo con i propri specifici obbiettivi strategici,che certamente

avranno sede naturale nei propri strumenti pianificatori in corso di redazione, ma che possono

trovare importanti momenti di espressione anche in una rilettura delle previsioni per l’area FAL.3,

e che tale armonizzazione richiede già da ora un doveroso atto di disponibilità al dialogo da parte

della Autorità Portuale. Per tali ragioni pur ritenendo valide le originarie motivazioni che hanno

ispirato il PRP, l’Autorità Portuale ha manifestato e continua a manifestare la più ampia

disponibilità a recepire le indicazioni dell’Amministrazione Comunale purchè compatibili con le

previsioni del PRP, già oggetto di intesa con il Comune ai sensi e per gli effetti dell’art.5 della

L.84/1994.

LE RAGIONI DELLE SCELTE DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

L’Amministrazione Comunale di Messina considera il Patto per la Falce anche un Patto per

Messina, l’occasione per mettere a sistema idee, piani e progetti per definire una visione

complessiva e strategica degli scenari futuri della città attraverso la costruzione di un quadro di

principi, obiettivi e azioni – nel caso specifico in oggetto preceduti da inderogabili e indispensabili

interventi di bonifica – ma, soprattutto, di scelte che guidino la città verso il rinnovamento.

Il Patto per la Falce fissa un momento importante per la costruzione di un piano di lavoro

condiviso tra Amministrazioni utile a superare la disorganicità della pianificazione urbanistica nel

nostro territorio, che ciò accada partendo dalla zona falcata conferisce al percorso intrapreso

anche un valore simbolico. L’Amministrazione Comunale ha avviato la revisione dei suoi strumenti

urbanistici investendo sulla costruzione di un’idea di città resiliente e sicura, e sulla

partecipazione dei cittadini. Partendo da questi principi il dialogo aperto con l’Autorità Portuale

assume importanza storica poiché consente una verifica incrociata delle scelte e delle

localizzazioni previste nei rispettivi strumenti di pianificazione in corso di redazione.

Il PRP è un piano di settore ma spesso nelle Aree portuali l’aspetto geografico si fonde con

l’aspetto funzionale, rendendo difficile la separazione del porto dalla città; la recente

interpretazione più ampia del PRP lo configura come un piano strategico di sviluppo dell’area

portuale anche in termini di sostenibilità ambientale e di rispetto dell’identità culturale. Tale

profilo indirizza questo strumento verso un necessario confronto con la città alla ricerca di

integrazione ed equilibrio tra funzioni portuali e urbanistiche.

In questa logica la consapevolezza delle caratteristiche straordinarie dell’area in oggetto conduce

all’apertura di un ragionamento tra istituzioni, in grado di superare i limiti della “pianificazione

separata” e della parzialità dei punti di vista settoriali, alla ricerca di un necessario equilibrio nella

definizione dei rapporti tra porto, città e territorio.

La storia della pianificazione dell’area della Falce è emblematica di scelte frammentarie e

settoriali ciascuna con diversi obiettivi e strumenti che hanno finito col frantumare l’unicum per

eccellenza della nostra città. È necessario adesso ricostruire una visione d’insieme che, a partire

dalla Falce, possa avviare il recupero dell’intero fronte mare urbano.

La necessità di scelte condivise da parte dei soggetti istituzionali coinvolti dev’essere indirizzata al

confronto tra PRP e gli altri strumenti di pianificazione che regolano l’intero territorio comunale. Il

PRP contiene indirizzi fondamentali per la zona falcata ma anche per il futuro della città; la

volontà e l’impegno espressi dall’Amministrazione Comunale e Autorità Portuale di condivisione

delle scelte rende necessario l’aggiornamento di tali indirizzi, tenendo presente che nel periodo in

cui sono stati definiti (2006-2008) il confronto è avvenuto con un PRG ormai privo di una visione

adeguata, e che oggi si è definita la volontà pianificatoria dell’area del PIAU che è in continuità

con le aree del FAL2, a loro volta in relazione con la FAL 3.

I PRINCIPI DEL PIANO, LA FALCE E LA CITTÀ

La revisione della strumentazione urbanistica avviata da parte dell’Amministrazione comunale di

Messina a partire dalla salvaguardia del territorio, si basa sul principio della resilienza e assume la

geografia della città, il suo paesaggio e tutte le componenti fisiche, sociali, culturali ed

economiche come priorità per ripensare strategie e azioni della rigenerazione urbana.

Questa lettura attribuisce alla linea di costa e al tema progettuale dell’affaccio a mare un ruolo

fondamentale nella ricerca di sviluppo compatibile e usi appropriati che coniughino economia,

cultura e ambiente. Tale ultimo specifico ragionamento è anche contenuto nelle previsioni del

PRP.

Condividere il ragionamento sulla Falce con l’Autorità Portuale significa cogliere l’occasione per

rilanciare un processo di riqualificazione della città a partire dal porto storico, che vede nella Falce

il fulcro e la testata pregiatissima − Real Cittadella (FAL 2) e area in oggetto (FAL 3) – di un sistema

che a nord si connette con la Palazzata e a sud, attraverso un sistema di mobilità dolce, col parco

lineare attrezzato e le altre proposte progettuali contenute nel PIAU (attività terziarie,

residenziali,...).

Le proposte che l’Amministrazione avanza per la FAL 3 non possono che essere rappresentate

come conseguenza di una riflessione rivolta a ciò che la Falce rappresenta per Messina: essa ne è

il logo. È il luogo originario che ha accolto in sé tutto il meglio e il peggio della città. È sintesi della

sua storia, della sua geografia e del suo sviluppo. È un compendio che contiene la sfera materiale

e quella simbolica e che, nonostante il lungo e pesante processo di separazione, continua ad

esprimersi attraverso l’unicità e la potenza della sua forma. Un luogo “altro”, potente nello

sguardo da lontano ma paradossalmente inaccessibile e totalmente disintegrato nella sua

percezione dall’interno. Un’area sottratta e cancellata, oggi privata del suo senso, che va invece

recuperata e preservata nella sua irripetibilità. È quindi fondamentale che le Amministrazioni

firmatarie del Patto condividano scelte progettuali che siano rispettose del luogo e attente ai suoi

valori ambientali. Si tratta di un paesaggio che per essere restituito alla pubblica fruizione e

valorizzato va prima bonificato; dove tutto lo spazio aperto va considerato come parte di un

sistema litoraneo da rinaturalizzare attraverso opere di ingegneria naturalistica, e dove gli edifici

esistenti (il Forte, la Lanterna, la Cittadella, guardando anche alla Stazione marittima che, insieme

alla Dogana, rappresenta il grande ingresso alla Falce) sono delle presenze forti da valorizzare.

Uno spazio da restituire alla natura e ai cittadini con una piena fruizione pubblica, “oasi” e

necessaria “pausa naturale” accanto a un manufatto del pregio e dell’imponenza della Cittadella

che deve diventare il grande contenitore culturale della città. Natura e Cultura, una riserva di

identità per la costruzione di un nuovo rapporto tra la Falce e la Città.

Un progetto che superi la conflittualità tra città e porto e che sia in grado di coniugare nell’ambito

portuale funzioni compatibili e sviluppo complessivo della comunità, insieme a tutela e

valorizzazione del patrimonio storico e ambientale.

INDICI, STANDARDS, NORME DI ATTUAZIONE PER LA REDAZIONE DEL PIO

Per quanto esposto l’Amministrazione Comunale ritiene che le quantità edificatorie attualmente

previste siano eccessive a ridosso di grandi edifici di interesse storico-architettonico e di una

fascia di arenile di poche decine di metri; allo stesso tempo, lo spettro di destinazioni d’uso

attualmente ammesse dal PRP, comprende anche funzioni attrattive ad alto carico urbanistico che

più congruamente potrebbero collocarsi entro gli edifici specialistici da recuperare nella stessa

area e in altre aree di trasformazione urbana, a partire dal contiguo PIAU.

L’area presenta una condizione di elevata sensibilità ambientale e paesaggistica, è compresa nella

fascia dei 150 m. dalla linea di battigia ed è dunque oggetto di vincolo di inedificabilità.

In particolare la parte attualmente impegnata dai manufatti è di circa 25.000 mq e si articola

lungo la strada esistente (confermata a meno di modeste modifiche di tracciato dal PRP) per una

profondità mediamente pari a circa 55 m. Al fine di ridurre il peso urbanistico previsto e di

estendere l’ottica perequativa inaugurata dal PIAU si potrebbe adottare un Indice di Utilizzazione

Territoriale (IUT) non superiore a pari a 0,2 mq/mq, previsto in questo Programma (il PIAU)

proprio per le aree vincolate della fascia costiera. Tuttavia, viste le peculiarità dell’area e la

necessità di lasciare ampi spazi attorno ai monumenti esistenti, le quantità edificatorie consentite

dovranno essere ulteriormente diminuite e utilizzate con i seguenti accorgimenti:

- la fascia di concentrazione edilizia deve essere adiacente alla strada e non superare una

profondità di 25 m. dal suo margine;

- l’edificazione della cortina stradale deve essere discontinua e prevedere adeguati varchi liberi

che garantiscano la piena permeabilità visiva e l’accessibilità al mare;

- gli edifici devono essere costruiti in modo da garantire condizioni di sicurezza in caso di

mareggiate;

- la cubatura massima consentita non dovrà superare i 25.000 mc;

- l’altezza degli edifici non dovrà superare i 15 m.

Le Amministrazioni firmatarie del presente accordo, nel precisare che le succitate premesse

costituiscono parte integrante delle scelte effettuate e contenute nel presente titolo, stabiliscono:

1)Nel quadro delle opzioni offerte dalle NTA del PRP, il PIO dell'area FAL2 ed il PIO dell'area FAL3

saranno redatti congiuntamente, mediante concorso pubblico, come già previsto dal PRP, il cui

bando sarà redatto di concerto da Autorità Portuale e AmministrazioneComunale con il supporto

del tavolo tecnico istituito presso l’Università (art. 4 del Patto), nel rispetto delle seguenti

previsioni che rientrano tra quelle originariamente previste nelle NTA del PRP.

2)Per le aree comprese nell'ambito FAL 2 si confermano le previsioni d’uso già previste dal PRP.

3)Con riferimento a quanto esposto nel presente documento, nella redazione del PIO relativo alla

FAL2 e FAL3 si porranno in essere le misure necessarie per affermare funzioni che garantiscano la

massimizzazione della pubblica fruizione delle aree.

4)Per le aree ricomprese nell’ambito FAL 3 ed in riferimento all’art. 4.1 “DISCIPLINA DELLE

FUNZIONI AMMESSE E DEGLI INTERVENTI PREVISTI” delle NTA, le funzioni dovranno essere

rigorosamente comprese tra:

E- attività terziarie E1 - commercio e ristorazione vendita di beni e prodotti al dettaglio, agenzie

I - aree di rispetto I1 - verde attrezzato giardini pubblici con piantumazioni, aiuole e trattamenti a

H - attività sportive H5 - sport nautici attività di formazione, addestramento, agonistiche, sociali nel

varie (servizi bancari, di intermediazione, viaggi, ecc.); preparazione e

somministrazione di cibi e bevande.

E2 - culturali ed espositive attività museali e biblioteche, centri per congressi,

esposizioni, sale per spettacoli, mostre, e similari.

E3 - scientifiche e di ricerca pubblica istruzione, attività didattiche, di ricerca

scientifica e tecnologica, divulgative e similari.

E4 - ricreative e ludiche spettacoli e giochi al chiuso ed all’aperto, giochi per

ragazzi e bambini.

E7 - uffici pubbliche amministrazioni sedi amministrative ed operative

dell’Autorità Portuale, Capitaneria di Porto, Pubblica Sicurezza, Carabinieri,

Guardia di Finanza, Dogane, Vigili del Fuoco, A.S.L., Enti Locali, eccetera.

prato, con attrezzature per la sosta, il ristoro, i giochi, percorsi pedonali e arredi

(fontane, gazebo, panchine, ecc.);

I2 - verde di rispetto aree verdi non attrezzate di rispetto alle strade e ai corsi

d’acqua

I3 - spazi e percorsi pedonali spazi aperti destinati al libero transito pedonale e

pubblico con attrezzature e arredi per la sosta e il ristoro;

I4 - assi verdi prospettive di grande impatto visivo, realizzate con più filari di

alberi, aiuole e trattamenti a prato.

campo degli sport nautici (vela, canottaggio, diving, surf, waterpolo, pesca

amatoriale e simili); alaggio e varo di imbarcazioni sportive;

H6 - impianti sportivi esercizio di attività sportive prevalentemente non

nautiche.

G – mobilità G3 - parcheggi sosta di automezzi ed automobili in aree pubbliche e/o soggette

5)Le parti si danno reciprocamente atto che il rispetto delle prescrizioni e delle scelte specificate,

concordate e contenute nel presente titolo, costituisce oggetto dell'accordo denominato “Patto

per la Falce” stipulato in tra la Regione Siciliana, l'Autorità Portuale di Messina, l'Amministrazione

Comunale di Messina e l'Università degli Studi di Messina, con il quale si sono proposte (art. 1) “di

dare attuazione ad un raccordo interistituzionale in conformità a quanto stabilito nei seguenti

articoli“; di demandare concordemente la scelta degli indici degli standards e delle norme di

attuazione del PIO della zona denominata FAL 3 del PRP di Messina all'Amministrazione

Comunale di Messina ed all'Autorità Portuale di Messina (art. 2); di rispettare l'accordo tra

Amministrazione Comunale e Autorità Portuale di cui all'art. 2 (art. 3, comma 3). Le parti si

danno, dunque, atto che il raccordo interistituzionale finalizzato all'approvazione del PRP di

Messina avverrà nel rispetto degli indici, degli standards e delle norme di attuazione del PIO della

zona denominata FAL 3 del PRP di Messina concordati con il presente titolo.

a restrizioni d’uso; a raso se non indicato diversamente.

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