messina

Messinambiente, apprensione
per i prossimi stipendi

Nonostante gli sforzi, tonnellate di rifiuti giacciono per le strade del centro e delle periferie. Il liquidatore dell'azienda Calabrò ha convocato i sorveglianti per avere una quadro esatto delle principali criticità

rifiuti

Mentre la città annaspa sotto montagne di rifiuti siamo ormai al tutti contro tutti. E' questa l'atmosfera che serpeggia fra Amministrazione comunale, sindacati, Messinambiente. Ieri la FP Cgil ha presentato un esposto in procura chiedendo che vengano individuate le responsabilità di Palazzo Zanca per il ritardo del pagamento dello stipendio di dicembre che ha provocato due giorni di astensione dal lavoro dei dipendenti e l'emergenza rifiuti. Quindi l'azienda che invia lettere di contestazione ai lavoratori e mentre  tonnellate di rifiuti fanno da cornice alle vie cittadine si tenta di scongiurare una nuova protesta che metterebbe definitivamente in ginocchio Messina. Il commissario liquidatore di Messinambiente, Giovanni Calabrò ha già pronta la fattura di 2.200mila euro più IVA da inviare al Comune per il pagamento degli stipendi di gennaio. Risolto il problema dell'aggiornamento del software l'auspicio è che questa volta vengano pagati puntualmente. Ma al momento non c'è una data precisa. Venerdì prossimo Calabrò incontrerà i sindacati che chiedono rassicurazioni su questo punto. Il commissario dirà che dall'amministrazione comunale finora non è giunta alcuna garanzia, nessuna data precisa è stata indicata ma solo l'assicurazione generica che non si ripeterà il problema del mese scorso. E, intanto, scoppia la grana delle discariche post mortem, cioè di quelle discariche non più attive ma che il Comune ha l'obbligo di gestire per 30 anni dalla chiusura. Messinambiente ha l'onere della manutenzione dei siti di Tripi, Formaggiara, Vallone Guidara e Valdina. La società che le gestisce e si occupa in particolare della raccolta del percolato, la Metaservice di Catania, non viene pagata da Palazzo Zanca da ottobre ed ha accumulato crediti per 240.000 euro. I responsabili hanno già comunicato a Calabrò che presto interromperanno il servizio di manutenzione il che significherebbe consentire al percolato di infiltrarsi nel terreno e nelle falde. Un reato ambientale gravissimo del quale poi dovrebbero rispondere   i vertici dell'azienda e dell'amministrazione comunale. Un problema in più per una città che sta scoppiando sotto il peso dei rifiuti, raccolti nei cassonetti ma rimasti a tonnellate a marcire sui marciapiedi e sulle strade. Un' immagine da villaggio del terzo o quarto mondo che fa male a quanti hanno a cuore le sorti di una splendente Messina che ora non c'è più.

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