MESSINA

Acqua, interruzione mercoledì

Dalle 11 del mattino il via alla fase più delicata della messa in sicurezza dell'acquedotto Fiumefreddo. Necessaria l'interruzione del flusso idrico per garantire sicurezza alle maestranze. Per due giorni (mercoledì e giovedì), programmata una distribuzione ridotta.

Acqua,  previsto stop di 24 ore

La decisione è stata presta stamani nel corso di un tavolo tecnico che si è tenuto all'Amam alla presenza dei vertici aziendali, dell'impresa che sta eseguendo le opere e della direzione lavori. Tra stasera e domani saranno trasferiti a Forza d'Agrò tutti i materiali necessari per realizzare una palificazione a protezione della condotta. Mercoledì, a partire dalle 11, l'intervento più delicato che richiederà l'interruzione del flusso idrico. Pertanto, l'Amam ha già studiato un piano che punta a creare il minor disagio alla popolazione. Per due giorni, infatti, la distribuzione dell'acqua in città avverrà in forma ridotta. Mercoledì alle 11, contemporaneamente alla chiusura della condotta Fiumefreddo, finirà anche l'erogazione da tutti i serbatoi delle rete comunale da questa alimentati. L'obiettivo è quello di tenere delle scorte per poter effettuare una nuova distribuzione anche la mattina successiva, giovedì, e sempre fino alle 11. A quell'ora, infatti, sarà rimessa in condotta l'acqua che, nelle ore successive, giungerà a Messina per rifornire i serbatoi in modo da riprendere a regime la distribuzione da venerdì mattina. Tutto questo salvo imprevisti, anche se le condizioni meteo, nel proseguo di questa settimana si prevedono buone. A Forza d'Agrò, dopo gli smottamenti del terreno mettono a rischio la tenuta della condotta, i lavori sono iniziati venerdì scorso con l'apertura delle piste per far transitare i mezzi meccanici dell'impresa Trigeo srl di Brolo che si è aggiudicata l'appalto da 193 mila euro. L'armatura dei pali che dovranno essere piantati nelle vicinanze della grossa tubazione, arrivata in serata a Palermo, via mare.  L'interruzione del flusso idrico è dovuta alla sicurezza delle maestranze che sono chiamate ad operare a pochi metri dalla tubazione che, in caso di rottura per le vibrazioni che si creeranno nel piantare i pali, potrebbe metterle a rischio. All'interno, infatti, l'acqua scorre con una pressione di circa 15 atmosfere. Contemporaneamente, i tecnici di Siciliacque, approfitteranno della chiusura del flusso per innestare a Furci Siculo un nuovo by pass, per collegare più a nord, la condotta dell'Alcantara con quella del Fiumefreddo.

Commenti all'articolo

  • nino24

    25 Gennaio 2016 - 19:07

    Sembra di assistere alla preparazione di uno sbarco stile Normandia!!!sono!passati oltre 31 giorni dalla frana e ancora siamo ai preparativi!!!solo a Messina succede questo a dimostrazione di come veniamo trattati da coloro i quali sono deputati a rendere più vivibile questa città.... Ora attendiamo con trepidazione l'inizio delle operazioni e confidando nella sorte di riavere l'acqua al più prest

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    • Nuccio

      26 Gennaio 2016 - 12:12

      Perché tutto quello che succede a Messina diventa eccezionale. Meno male che AMAM non gestisce la rete del GAS, altrimenti eravamo morti da tempo. A proposito, ma come mai non si rompono mai i tubi del metanodotto che parte dall'Africa e arrivano in tutta Europa attraversando pure lo stretto? Forse sono costruiti a regola d'arte? Forse per il metanodotto le falde, i terremoti non esistono. Saluti

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