MESSINA

Messinambiente, lavoratori sul piede di guerra

Ieri sera hanno minacciato di bloccare il servizio di raccolta dei rifiuti. Hanno poi deciso di lavorare ma lunedì saranno di nuovo a Palazzo Zanca per chiedere notizie sullo stipendio di dicembre.

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Messina è una città in totale protesta. E non bastavano le scuole senza riscaldamento e senza mense, i lavoratori dei servizi sociali in rivolta, gli alluvionati di Giampilieri che reclamano i fondi per acquistare finalmente una casa. All'elenco si sono aggiunti i lavoratori di Messinambiente che ieri sera hanno inscenato una protesta nell'autoparco di via Salandra minacciando di fermarsi e di bloccare la raccolta dei rifiuti. Un'ulteriore disdetta, per il momento scongiurata, per una città già alle prese con mille problemi. Tutto è iniziato quando i lavoratori si sono ritrovati nell'autoparco per avviare i turni di raccolta serali. Speravano di incassare ieri lo stipendio di dicembre così come aveva garantito con una mail il vicesindaco Signorino dopo il sit in dei lavoratori a Palazzo Zanca del 15 gennaio scorso. Ieri era il giorno stabilito ma le casse comunali sono desolatamente vuote e la mancata approvazione del bilancio di previsione ha aggravato la situazione. Così i lavoratori hanno deciso di fermarsi lasciandola spazzatura nelle strade. Decisivo l'intervento del liquidatore Giovanni Calabrò e del direttore tecnico Roberto Lisi che hanno convinto le maestranze a rinunciare alla protesta. Anche perchè in serata l'assessore Ialacqua ha inviato un sms alla segretaria generale della FP Cgil Clara Crocè garantendo che martedì si saprà se e quando il Comune potrà liquidare le spettanze arretrate. I lavoratori hanno così deciso di effettuare regolarmente i turni di raccolta ma lunedì mattina invaderanno di nuovo Palazzo Zanca per reclamare lo stipendio di dicembre. Se non avranno garanzie questa volta bloccheranno il servizio di raccolta provocando una nuova emergenza rifiuti. Eventualità drammatica per la città tanto da spingere stamattina il segretario provinciale della FP Cgil, Salvatore Pino, a scrivere al prefetto trotta per chiedere un incontro urgente per scongiurare la paralisi del servizio. Ma senza stipendi i lavoratori sono determinati ad incrociare le braccia.

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