MILANO

Ex Ad Aicon accusato di evasione ma processo prescritto

Pasquale Siclari, imputato davanti alla prima sezione penale del Tribunale di Milano, è accusato di infedele dichiarazione dei redditi della società di diritto lussemburghese 'Airon sa' che aveva portato in Borsa Aicon nel 2007.

tribunale milano

Appena alle battute iniziali, arriverà già prescritto nella prossima udienza, fissata per il 4 aprile prossimo, il processo per reati fiscali a carico di Pasquale Siclari, ex presidente ed ex amministratore delegato della società di cantieristica navale messinese Aicon, quotata in Borsa a Piazza Affari fino al fallimento decretato nel 2012. Siclari, imputato davanti alla prima sezione penale del Tribunale di Milano, è accusato di infedele dichiarazione dei redditi della società di diritto lussemburghese 'Airon sa' che aveva portato in Borsa Aicon nel 2007. Per l'accusa, la dichiarazione 2008 (redditi relativi al 2007) "indicava elementi attivi di ammontare inferiore a quello effettivo per 2,76 milioni di euro circa, con la conseguente evasione d'imposta pari a 911 mila euro". Secondo la ricostruzione fornita in aula da un funzionario dell'Agenzia delle entrate, chiamato come testimone dall'accusa, 'Airon sa' era "amministrata di fatto dall'Italia da Pasquale Siclari" nonostante fosse "formalmente" residente nel Granducato e "aveva incassato più di 122 milioni di euro di plusvalenze dalla quotazione in Borsa" di una parte dei titoli della controllata Aicon, di cui era rimasta principale azionista dopo lo sbarco a Piazza Affari. Nel 2008, una volta quotata la controllata, 'Airon sa' comunque aveva spostato la sede legale in Italia diventando Airon srl. Il reato si sarebbe consumato il 30 settembre 2008 e dunque la prescrizione interverrà il prossimo 30 marzo, cinque giorni prima dell'udienza già fissata. Nell'ottobre del 2012, quando fu dichiarato il fallimento dal Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), Aicon era appesantita da 90 milioni di euro di debiti e 500 dipendenti in cassa integrazione. Nell'agosto del 2011 le azioni erano state sospese dalle quotazioni in Borsa per lo stato di insolvenza della società. Una crisi finanziaria da cui la società non era riuscita a uscire dato che l'azionista di maggioranza aveva "ottemperato solo parzialmente agli impegni presi di sostegno finanziario alla società", come la stessa Aicon aveva comunicato. ( A.A.)

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