Messina

Ancora una frana, paura a Poggio dei Pini

Crollato il muro di contenimento della palazzina già evacuata sette anni fa. Nessun ferito, due auto distrutte, bloccata l’unica strada d’accesso alle due palazzine più a monte

Ancora una frana, paura a Poggio dei Pini

La storia si ripete e quel che è peggio, non stupisce nessuno. L’ultima volta era accaduto il 31 gennaio del 2009: pietre, terra, persino alberi, invasero gli appartamenti più a monte del complesso edilizio di Poggio dei Pini, a San Michele. Diciassette famiglie vennero evacuate. La montagna si adagiò, sostanzialmente, sulle palazzine, ricordando che se c’è un intruso, lì, è di sicuro quel mostro di cemento incastonato nella collina. Ieri è accaduto di nuovo. A crollare, stavolta, è stato il muro di contenimento (per così dire) proprio di quella palazzina evacuata sette anni fa. È successo intorno alle 14, nel giro di pochi secondi il muro si è letteralmente abbattuto sulla strada, l’unica strada d’accesso, peraltro, alle altre palazzine del lotto A, rimaste di fatto isolate. La beffa è che quel muro, come ricordano con rabbia gli abitanti, fu oggetto di un intervento di consolidamento pagato profumatamente dagli stessi condomini. «Sono stati messi dei tiranti, non siamo tecnici, non sta a noi dire se il lavoro fu fatto bene o no», si difende l’amministratore di condominio, assediato dai residenti. «Sì, però il muro è crollato e questo è un dato di fatto», gli risponde uno di loro.

Impossibile non citare le parole dello studio legale Mazzei, curatore del fallimento della società Edil San Michele che ha costruito il complesso, inviate alla Gazzetta nel 2012: «Il complesso Poggio dei Pini è stato oggetto di interventi di consolidamento in esecuzione del progetto redatto dall’ing. Rosario D’Andrea; in esito a tali interventi il Genio civile il 13 dicembre 2010 ha rilasciato il certificato di conformità statica a tutto il complesso». Ma ieri di “statico” c’era ben poco.

Commenti all'articolo

  • Hergal

    17 Gennaio 2016 - 10:10

    Vorrei sapere se il Curatore Fallimentare ha ancora la sfacciataggine di dichiarare che il complesso immobiliare ha i requisiti della sicurezza. Infatti costui, qualche anno fa, gongolava sulla bontà di un progetto di messa in sicurezza che era stato messo in opera per scongiurare eventuali pericoli di crolli o dissesti. Questa manovra gli era stata utile per intimare ai compromissari acquirenti d

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