Messina

Crisi idrica, ora si tratta con Siciliacque

Tavolo tecnico oggi alla Protezione civile regionale con i vertici dell’Amam. Serve un milione di euro per riparare la condotta dell’Alcantara che è danneggiata nella zona di Scaletta

Crisi idrica, ora si tratta con Siciliacque

 Potrebbe cominciare oggi una nuova era nei rapporti tra Amam e Siciliacque. Oggetto del contendere è l’utilizzo da parte dell’a z i e nda messinese della condotta dell’Alcantara. Risorsa, quest’ultima, rivelatasi preziosissima soprattutto all’i n d omani dell’emergenza idrica scoppiata a Calatabiano, che a lungo ha fatto tribolare i cittadini messinesi. Successivamente, il recente danno alla rete idrica nel territorio di Forza d’Agrò, in contrada Fondaco Parrino, ha reso ancora più urgente la questione, riproponendo con forza il nodo della mancanza di fonti di approvvigionamento alternative al Fiumefreddo a vantaggio della città di Messina. Nella giornata odierna, quindi, si terrà un importante tavolo tecnico tra i vertici dell’Amam e quelli di Siciliacque. Riunione sollecitata dall’azienda con sede al rione Giostra e che avrà luogo a Palermo, nel quartiere generale della Protezione civile regionale. Farà da mediatore il dirigente Calogero Foti, nella sua veste di commissario per l’emergenza idrica nel Messinese. Raccoglierà le richieste provenienti dalla sponda peloritana e messe nero su bianco dal direttore generale dell’Amam, l’ingegnere Luigi La Rosa, e dal presidente Leonardo Termini. Il punto di partenza della trattative riguarda gli interventi finalizzati e mettere in funzione a pieno regime l’A lcantara. «I tecnici di Siciliacque – ha affermato l’ing. Luigi La Rosa – ci hanno comunicato che occorre circa un milione di euro per ripristinare la condotta nell’area di Scaletta. Se andasse in porto l’operazione, quell’acqua non arriverebbe al serbatoio del Montesanto, come avviene col Fiumefreddo, ma a quello di Tremonti, che serve una zona più scoperta rispetto ad altre. Potremmo così servire quartieri cittadini che, durante la crisi, hanno sofferto di più di altri. Inoltre, quella è una condotta a gravità e non ha bisogno di motori elettrici per spingere l’acqua fino a Messina». Bisogna, pertanto, sondare la disponibilità a collocare sul piatto le somme preventivate. Non solo: l’Azienda meridionale acque Messina farà presente il tipo di impiego che intende fare del prezioso liquido, se trarne giovamento, cioè, in maniera costante, in aggiunta alla fornitura garantita dal Fiumefreddo (come sta avvenendo dopo il guasto di Calatabiano), in occasione delle emergenze che busseranno alle porte o nel periodo estivo, quando di norma dai rubinetti delle case dei messinesi sgorga un flusso minore di acqua. Intanto, proseguono i lavori nel comune di Calatabiano, dove sono stati stesi i tre tubi blu che superano l’area della condotta danneggiata dall’inesorabile scivolamento a valle della collina. I tecnici stimano di completare il consolidamento della zona caratterizzata da elevato rischio idrogeologico alla fine del mese di marzo.

Commenti all'articolo

  • nino24

    07 Gennaio 2016 - 12:12

    Un milione di euro!!non vi sembra troppo? Per sistemare una condotta?Tuttavia come dicevo nel commento precedente speriamo in un miracolo e questa volta l'interesse della collettività, prevalga sui propri tornaconti di siciliacque o Amam..., agire nell'interesse della popolazione messinese così mortificata nel recente passato a causa del guasto a Calatabiano!!

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