Messina

Smog, Messina non fornisce i dati

La classifica sulla Qualità della vita punisce il capoluogo anche per una grave mancanza. Rilievi solo da aprile: Pm10 entro i limiti. Ma serviva il quadro di tutto l’anno

Smog, Messina non fornisce i dati

 Centodecimi, cioé ultimi: su 110 province d’Italia. Non è un caso che il report del Sole 24 Ore pubblicato il 21 dicembre abbia così giudicato il rapporto “ambiente-salute” di cui beneficiano i cittadini della provincia ma anche del capoluogo che pesa non poco nel naufragio generale (104.esimo posto) nella graduatoria della Qualità della vita. Lo dimostra la vicenda dello “smog” di casa nostra, che molto probabilmente non eccede i limiti di legge (lo suggeriscono i dati parziali) ma che non è stato rilevato per intero: i dati esistono solo per gli 8 mesi finali. La conseguenza è che il mancato invio di una documentazione annuale sull’aria che si respira, ha portato alla posizione da bassifondi. Come se uno studente intelligente e magari pure a posto con i compiti, marini la scuola quando dev’essere interrogato, e si becchi un “2” in pagella, al di là dei demeriti. Ma perché la città dei Tir non ha inviato al “Sole 24 Ore” i dati sull’aria che respiriamo ed, in particolare, sui livelli del “Pm10” (le polveri sottili che stanno facendo tremare Milano e Roma) del biossido di azoto e dell’ozono, i tre parametri rilevati dalle centraline di proprietà della Provincia funzionanti in città? Un simile vuoto informativo danneggia Messina, come se emergenza idrica e gettonopoli non bastassero. Approfondendo il caso, si scopre però come il Comune paghi più colpe altrui, e del passato, che non proprie ed attuali. La competenza per l’attivazione e gestione delle centraline, infatti, non è di Palazzo Zanca bensì, in base alla legge 155, delle sezioni locali dell’Arpa, l’Agenzia regionale protezione ambientale. Così è da molti anni, ma ciò esiste più sulla carta che nella realtà. L’Arpa a Messina come nelle altre province siciliane non ha fondi né mezzi a sufficienza e quindi, al di là dei controlli svolti per qualche tempo con i mezzi mobili, non può garantire la gestione delle centraline fisse, come dovrebbe.

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