Patti

Chirurgia e Rianimazione, arrivano i primari

I posti, già a concorso, saranno assegnati presto. Slitta invece Emodinamica

Chirurgia e Rianimazione, arrivano i primari

 Dopo la chiusura temporanea dei ricoveri nella Divisione di ortopedia e traumatologia dell’ospedale Barone Romeo, per il nosocomio pattese arrivano buone notizie. Infatti potrebbero essere coperti i posti di primario vacanti che attualmente prevedono una figura a scavalco. Tra questi spicca quello del reparto di Chirurgia generale. «Il concorso – ha affermato il direttore generale dell’Asp di Messina, Gaetano Sirna – è stato già bandito ed è stata anche sorteggiata la commissione giudicatrice. Entro il 31 gennaio – ha assicurato il manager – i commissari si riuniranno per iniziare ad esaminare i titoli dei concorrenti ed entro la fine di febbraio dovremmo avere il nuovo primario di chirurgia generale. Stessa cosa avverrà anche per quello della divisione di Anestesia e rianimazione ». Nell’attesa che venga attuata la riorganizzazione della rete ospedaliera che conferma l’autonomia della struttura sanitaria pattese, l’argomento cardine, anche per il 2016, è l’istituzione dell’Emodinamica i cui tempi, rispetto alle previsioni dei mesi scorsi, sembrano essersi allungati. «Di fatto –osserva Sirna –l’ospedale di Patti è dotato già di una sala di emodinamica all’interno del reparto di Radiologia. La difficoltà principale per l’attivazione è il reperimento delle figure professionali necessarie al suo funzionamento». Accanto alle buone notizie, invece, suonano come un campanello d’allarme le parole del direttore generale dell’Asp in merito alla necessità di riorganizzare alcune divisioni alla luce delle nuove norme sui turni di lavoro ed i riposi dei medici in servizio. «A seguito delle nuove disposizioni – spiega il manager –è necessario rivedere l’organizzazione di alcuni reparti soprattutto in quegli ospedali dove il numero di personale è carente. Questo anche perché nella pianta organica, dove non è prevista questa norma, erano state fatte strutture con tre o quattro medici». Il timore, a seguito della rivisitazione dell’organizzazione di alcune divisioni ospedaliere, è che la chiusura temporanea toccata in questa occasione possa anche essere estesa ad altri reparti, primo fra tutti quello di otorinolaringoiatria. L’augurio è che il 2016, invece di una riduzione dei servizi, porti ad un incremento dell’offerta sanitaria dato che l’ospedale di Patti è centrale sul territorio nebroideo e serve una popolazione di quasi sessantamila utenti che, nel periodo estivo puntualmente raddoppiano.

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