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Risanamento,
fine d'anno d'attesa

Mentre per Fondo Fucile il Comune ha inviato le controdeduzioni a Palermo sulle obiezioni del dipartimento Infrastrutture, al rione Taormina ci si prepara ai traslochi. Le 20 famiglie dovranno vigilare affinché le proprie baracche non vengano occupate.

Risanamento, fine d'anno d'attesa

Si tratta dei finanziamenti per i baraccati di fondo Fucile che da anni vivono in condizioni di degrado. Il comune per loro, vista la difficoltà di costruire palazzine ex novo, ha deciso, dato che la legge lo prevede, di acquistare alloggi da privati nel territorio. La somma che la regione mette a disposizione si aggira sui 5 milioni di euro. Vengono reperiti 39 alloggi, soprattutto in zona, e viene inviata la richiesta al dipartimento regionale alle Infrastrutture che l'11 novembre ha risposto al Comune. Alcuni alloggi individuati non risultano conformi a quanto previsto dal bando per una errata interpretazione. Nasce una bagarre politica e sindacale che l'assessore comunale al risanamento Sebastiano Pino intende placare. Su alcuni appartamenti in realtà le ragioni erano fondate, ma su altri mancavano i requisiti perché l'abitabilità, essendo alloggi di nuova costruzione, non era stata prodotta. Adesso il Comune ha inviato a Palermo, entro il termine previsto del 17 dicembre le controdeduzioni sulle obiezioni contestate e si attende la risposta, fermo restando che se fosse negativa si farebbero scorrere le graduatorie delle case disponibili i cui proprietari per la vendita hanno partecipato al bando del comune. Sul fronte rione Taormina finora solo alcuni dei 20 beneficiari delle case verdi assegnate il 24 novembre scorso hanno effettuato il trasloco. Sembra che ci siano piccoli aggiustamenti da fare dopo l'occupazione effettuata da alcuni nuclei familiari della stessa zona. In quella data lo Iacp non aveva più competenza sui beni perché consegnati al Comune, Ente che non può effettuare alcun lavoro aggiuntivo sia per mancanza di fondi sia perché ha chiuso un occhio su quella occupazione senza fare alcuna denuncia. Intanto l'assessore fa sapere che chi ha lasciato o sta per lasciare le baracche deve custodirle, per evitare nuove intrusioni, pena la decadenza del diritto all'assegnazione. Nel frattempo il Comune sta provvedendo alla disattivazione delle utenze per l'immediato abbattimento.

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