Messina

L’Mdma passava
di mano in mano

La sostanza che ha ucciso la povera Ilaria Boemi. Mercoledì saranno interrogate le altre due ragazze coinvolte nella cessione

L’Mdma passava di mano in mano

 La settimana entrante si aggiungeranno altri tasselli nella triste vicenda della morte di Ilaria Boemi, stroncata a soli 16 anni da una mistura micidiale di droga sintetica e alcol. Dopo l’interrogatorio di garanzia della diciottenne Gaia Auteri, toccherà alle altre due giovani destinatarie di misura cautelare affrontare il faccia a faccia con i gip Maria Militello e Michele Saya. Adempimento fissato mercoledì prossimo per la sedicenne di Villafranca trasferita in una comunità di Catania, difesa dall’avvocato Salvatore Silvestro, e per la poco più che diciottenne di Rometta Marea (all’epoca 17enne) che si trova in un’analoga struttura di Giampilieri, assistita dall’avvocato Antonio Li Causi. Le condotte contestate dal sostituto procuratore Stefania La Rosa, titolare del fascicolo, sono differenti. La prima ragazza deve rispondere della vendita di quantitativi imprecisati di Mdma ed Lsd a Ilaria e a un’amica nonché di concorso nel reato di morte come conseguenza di altro delitto. Così come l’altra giovane, alla quale vengono pure contestate violenza, minacce, estorsione nei confronti della madre, cessione di hascisc, marijuana e Mdma a vari acquirenti. L’allora 17enne di Rometta è stata sentita in Questura l’11 e il 12 agosto scorsi, nelle ore successive al decesso della povera studentessa dello Jaci. Agli investigatori della Squadra mobile ha riferito di non sapere come Ilaria fosse a conoscenza che lei aveva disponibilità di Md. Sostanza procurata fra il 3 e il 4 agosto, nella galleria Vittorio Emanuele di Messina, tra le 18 e le 19, da un ragazzo di nome Antonio, di circa 25 anni, che «mi ha proposto di guadagnare dei soldi vendendo Md. Io ho accettato e mi ha consegnato tre bustine in plastica opaca, termosaldate, custodite in un involucro di carta stagnola che egli nascondeva negli slip». La “roba” è stata pagata 40 euro. Delle tre buste una la minore l’ha ceduta a un giovane, in un noto locale di Villafranca: «Mi ha consegnato 10 euro, perché la dose era meno di quella presente al momento dell’acquisto, perché una parte l’avevo presa al fine di visionarne il contenuto, che era formato da cristalli e polvere di colore bianca. Le altre due dosi le ho consegnate a Gaia, per 40 euro. Generalmente ne acquisto 25 euro, circa 5 grammi che poi rivendo ai miei amici, ricavando circa 50 euro e così ho disponibili 25 euro di guadagno». Una persona informata sui fatti ha invece raccontato alla polizia e ai magistrati di aver provato in due occasioni, assieme alla 17enne di Villafranca, le sostanze stupefacenti Lsd e Md, per poi sentirsi male ed essere accompagnata in ospedale.

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