Messina

Finanza derivata
Otto indagati

Riaperta l'inchiesta. Contestati dalla Procura i reati di truffa aggravata e usura

Palazzo Zanca

Riaperta l'indagine sulla finanza derivata al Comune di Messina. Otto indagati, tra cui l'ex sindaco Giuseppe Buzzanca. Notificati numerosi inviti a comparire da parte dei carabinieri del Nucleo investigativo. La Procura ipotizza i reati di truffa aggravata e usura.

Riflettori puntati, quindi, sul buco di oltre venti milioni di euro e adesso la procura contesta anche il reato di usura oltre che di truffa aggravata.
Nuove prove hanno consentito ai magistrati di fare luce su una vicenda che vede coinvolti gli istituti bancari BNL e Dexia che a partire dal 2003 vendettero al Comune di Messina prodotti derivati. I contratti vennero stipulati senza che ve ne fosse la necessità, ma anzi producendo una assunzione di rischio gratuita, poiché non vi era alcuna possibilità di guadagno. Sarebbero stati poi rinnovati a condizioni onerosissime e sotto forma di finanziamento. La procura ipotizza che lo stato di difficoltà economica dell’ente e la volontà degli amministratoti di nascondere l’errore iniziale configuri un rapporto usurario. Numerosi inviti a comparire sono stati notificati dai CC del nucleo operativo anche a responsabili delle amministrazioni comunali coinvolte all’epoca della stipula del contratto. (n.a.)

I particolari nell'edizione cartacea della Gazzetta in edicola domani

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